sabato 31 luglio 2021

Resoconto Mensile Tringa - Luglio 2021

 

C’era una volta la Vita sulla Terra. Dove sia finita, nessuno lo sa. Dentro di noi ne conserviamo una labile fiammella, tremolante, talmente tremolante che a tratti si trasforma in un tremito, un tremolio, una vibrazione costante impercettibile ed innaturale che invece di animarci ci strema, ci esaurisce, fino ad annientarci. Come una corda invisibile che si tende, pronta a suonare una liberatoria melodia, ma che puntualmente si stira e si sfibra, lasciando la nostra serenità appesa ad un impalpabile Filo, sospesa sul baratro delle avversità quotidiane. Per questa fragile e crudele esistenza pronta a spiazzarci da un istante all’altro, rivelandoci debuttanti Cavalieri davanti al loro decisivo (e talvolta unico) ballo.

Cavaliere d'Italia (nei suoi primi, ed ultimi, giorni di Vita)

Noi che vorremo semplicemente essere spensierati e lievi, disposti ad affrontare anche le peggiori sfide, con le energie residue, pur di dare una minima speranza al futuro, ma che invece ci scontriamo costantemente contro l’inevitabile, l’effimero, l’umano. E allora ci alieniamo, tornando alle origini di tutto, al punto di partenza, dove la Vita ebbe il suo inizio. Cerchiamo intorno a noi le tracce secolari che confermino il miraggio del nostro antico viaggio. E nella roccia, nei sassi, nelle lastre di pietra troviamo una risposta. Un segnale. Un simbolo. La nostra astronave è davvero esistita. O per lo meno una astratta lastra (nave) stellare.

Reperto di provenienza ignota, probabilmente appartenente ad una civiltà superiore

Che si tratti solo di un inganno di un artista burlone è il nostro sospetto. Perché dopo l’astronave scopriamo un altro inaspettato astro. Mi giustificherete il francese, spero, poiché in questo caso si tratta dell’astro-nzaggine.

Astronave debilitata dal passaggio attraverso un vuoto (mentale) intergalattico

Sempre di frammenti di lastre infrante in fondo si tratta. Cristalli che si confondono con Smeraldi. Perché sulla stessa strada, a centinaia, a migliaia, a decicentinaia di migliaia procede l’invasione dei buffi ultracorpi. O meglio, dei bufi ultrarospi. Arrivati dallo spazio intergalattico, come il loro sovrano, il re Travicello caduto ai ranocchi, destinati loro stessi ad un principesco futuro, fatto di scriteriati (e scricchiolanti) investimenti mal gestiti.

Rospo smeraldino

Un pizzico delle decicentimigliaia di Rospi Smeraldini


E questo è nulla di fronte all’inusitato. Alla Vita che piove dal cielo. Ok, nel 2002, metaforicamente, piovevano Mucche (per quelli che apprezzano il cinema italiano… che poi il regista Luca Vendruscolo, a dirla tutta, è mio cugino).

https://www.youtube.com/watch?v=2XQJWJsrUeU

Ma nel luglio degli ultimi anni la bizzarria delle Sfere Celesti si è fatta concreta. Uno dei segni astrali ha deciso di scendere sul nostro Pianeta (e per quei misteriosi legami che difficilmente comprendiamo, contemporaneamente al cinema è uscito un film che si chiama Luca, ma guarda un po’, ambientato in Italia, che parla di qualcosa di stravagantemente simile…)

https://www.youtube.com/watch?v=ndwH42k8U70

Insomma. Scendere non è la parola adatta. Potremmo dire cadere. A inizio luglio due anni fa Cadevano Cavedani, abbandonati al loro destino terreno da qualche distratto ospite alato. 

Resti di Ciprinide volante - Foto di Paolo Zonta

Quest’anno, in barba ad ogni spiegazione plausibile, è la volta dei Barbi (non delle Barbie, come preferirebbe qualcuno), destinati a completare il loro percorso terrestre a bordo strada. Pessimo luglio per i (discendenti) Pesci, ascendente Pesci.

I danni del traffico extraurbano sulla popolazione di Barbi volanti

Continuo a cavalcare, diciamo così, per un momento questa metaforica congiunzione astrale tra le acque di sopra e quelle di sotto e la loro inaspettata relazione con la cinematografia. Ve la ricordate la Storia Infinita? La drammatica scena di Atreyu che tenta di salvare il cavallo Artax dalle paludi della Tristezza?

https://www.youtube.com/watch?v=AgzBUi35u-o

La storia attuale ci racconta che la realtà sconfigge e supera la fantasia. E così il cavallo del nostro sempre prode Paolo Utmar, concedendosi un istante di troppo al prurito ed al cespuglio più che alla tristezza, scivola nella palude ma viene coraggiosamente vegliato ed in fine tratto in salvo, senza che l’AQUILA DI MARE (che periodicamente Silvano intercetta nella poco distante RNR Foce Isonzo) riesca ad approfittarne.

https://www.udinetoday.it/cronaca/cavallo-caduto-laghetto-fiumicello.html

Aquila di Mare in RNR Foce Isonzo (Go) - Foto di Silvano Candotto

Deve essere il caldo. Porta ad avere le traveggole. Le visioni di creature bizzarre si susseguono giorno dopo giorno. Dagli abominevoli scarafaggi provenienti dalla sfera celeste, da cui traggono il loro brillante colore, 

Rosalia Alpina

Rosalia Alpina


... al camaleontico alieno dei boschi dalle sembianze umanoidi, fototrappolato in una località che resterà indefinita per non scatenare il terrore negli escursionisti, 

Alieno dei boschi dalle sembianze umanoidi - Foto di Anonimo, che ringraziamo

...dalle aberranti forme alate, con il COLOMBACCIO mutante color farina, l’immaturo di STORNO vestito ingannevolmente di sabbia rosata, l’abominevole FALCO CUCULO dalla promiscua livrea (che già di suo, vederlo a luglio, fa strano… e non sarà nemmeno l’unico), l’AIRONE GUARDABUOI più brutto (e fitusu!, cit. A. Corso) della storia dell’ornitologia (che per più di qualche istante mi ha fatto pensare a qualcosa di ben più esotico)… fino ad una prima straordinaria segnalazione per il FVG: il CHIURLO MAGGIORE ssp. Sergiensis taglia XXXL stanato dalla solita impareggiabile Marta!

Colombaccio dal piumaggio aberrante

Giovane Storno

Falco cuculo maschio immaturo

Falco cuculo femmina (immaturo) - Foto della foto di Bruno Dentesani

Airone guardabuoi ssp. fitusu

Airone guardabuoi ssp. fitusu

Chiurlo maggiore ssp. Sergiensis - Foto e Disegno di Marta Trombetta

E’ vero. A volte tendiamo ad eccedere nell’esagerazione, condita da un pizzico di follia, nell’esasperazione del ridicolo e del buffo, nello scherzo scriteriato. E’ vero. Perdonateci. Abbiamo un imprescindibile bisogno di sorridere, di noi, di quello che siamo, di quello che facciamo, di concederci ad una sana e disarmante autoironia che ci alleggerisca dal peso di quella dannata importanza personale che il genere umano tende regolarmente ad enfatizzare. Lasciamo ad altri l’illusoria compiacenza di crogiolarsi nel proprio immenso ego. Preferiamo respirare, sorridere e proseguire in quel faticoso percorso che ci porta ad avvicinare per quanto possibile la realtà concreta, sempre in disparte rispetto alla vanitosa (ormai datata e sostanzialmente pseudo) cultura dell’auto-commemorazione, dalla quale veniamo inevitabilmente osteggiati, probabilmente perché siamo troppo belli, o no? Così gironzoliamo, imperterriti (si fa per dire, diciamo quando riusciamo a superare l’avvilimento e trascinarci fuori dal letto), nonostante il caldo, il silenzio, il deserto, l’inarrestabile estinzione dei piccoli passeriformi… a raccogliere dati, esplorare nuovi territori, meravigliarci e sorprenderci nell’incontrare inaspettati ospiti. Basta un minuscolo FIORRANCINO (un altro, rispetto a quello già noto osservato lungo il corso del Cormor nei mesi precedenti) a poche centinaia di metri dal confine di Udine a dare un nuovo significato alle disarmanti ricerche dei Nidificanti (che proseguono inesorabili sul territorio comunale, dove ormai solo lo ZIGOLO NERO spadroneggia incontrollato, i FALCHI PELLEGRINI continuano a deriderci, con i giovani famelici che a seconda del profilo scelto, raccontano una storia di fierezza ed austerità… o di disarmante ingordigia, mentre le CANNAIOLE VERDOGNOLE sono date ufficialmente per disperse, ritiratesi strategicamente tutte nel codroipese, ed anche i FALCHI PECCHIAIOLI hanno definitivamente rinunciato alla cittadinanza, soffermandosi a scalciare favi e terreno in lidi sperduti e lontani).  

Fiorrancino

Zigolo nero (giovane)

Falco pellegrino, profilo Austero

Falco pellegrino, profilo Ingordo

Cannaiola verdognola (con imbeccata) - Foto di Paolo Zonta

Falco pecchiaiolo


Se poi quella che compare (grazie alla costante ed efficace presenza sul territorio di Ornella e dell'indomito Pulotto alle sue calcagna) è addirittura una GRU (specie nuova per la Stagione Calda al suo sesto anno di raccolta dati a livello provinciale, potenzialmente la stessa osservata da Ivano (Candon) ed Alexandra (Mareschi) nei magredi pordenonesi a fine maggio… se non addirittura la medesima che ha tratto in salvo il cavallo di Paolo dalle paludi… ah, no, quella non c’entra…), allora possiamo tornare a letto contenti, a poltrire inermi per qualche altra settimana. 

Gru - Foto di Ornella Sclauzero

Gru - Digiscoping di Pulotto (la sua attrezzatura fotografica è stata trafugata dall'astronave)

Intanto il mese trascorre, con qualche conferma (come la MORETTA che porta a spasso anche quest’anno i suoi batuffoli galleggianti sulle ospitali acque del lago di Cavazzo), qualche perplessità (con le GHIANDAIE MARINE che nascondono le loro reali intenzioni dietro un atteggiamento ambiguo e fuorviante) e qualche sorpresa (con i giovani ASSIOLI che compaiono nei giardini di casa a IPPLIS, e fin qui tutto normale, ma poi si fanno trovare perfino nel Tarvisiano a FUSINE, a conferma delle loro capacità di adattamento, a seconda delle annate, ai climi avversi ed alle quote inaspettate, raggiungendo regolarmente altrove in provincia altitudini perfino maggiori).

Moretta con pulli


Ghiandaia marina

Ghiandaia marina

Pullo di Assiolo - Foto di Gabriele Zamò

Giovinastro di Assiolo - Foto di Renato Pontarini a Fusine in Valromana

Intanto, alle quote elevate, il silenzio si fa più pesante che altrove, interrotto localmente solo dalla monotona colonna sonora degli allarmati spioncelli o da una chiocciante fanfara… che sorprende anche i giovani CAMOSCI al pascolo. Riuscite a percepirla (ad audio elevato) nella seconda metà del video?

Giovane di Camoscio alpino


Ecco. Diciamo che percepirla non è un problema. Ma dove mai si nasconderà questo vocalist versione punk?

Pernice rossa

No, non è lui. Questo è il solito imitatore da strapazzo, artista di strada, docile pollastro di allevamento (difficile convincermi che nessuno le molli più davvero, queste PERNICI ROSSE in versione tontolotto). L’originale cantore è ben più difficile da scovare. Però, quasi per caso, su una roccia lontana, uno di loro ogni tanto compare. E se le nostre foto di COTURNICE non sono particolarmente a fuoco, godetevi pure il video da mal di mare. Capirete perché.

Coturnice - Foto di Marta Trombetta


Abbiamo ancora giusto il tempo per i ringraziamenti di Fulvio Barbarino a tutti coloro che l’hanno accompagnato nelle sue appassionate imprese al seguito dei RE DI QUAGLIE in giro per la provincia di Udine in questa annata strana dalle alterne soddisfazioni (siti storici disertati, otto catture e due ricatture, esemplari ancora in canto a fine luglio sul Piancavallo e pulcini fototrappolati in Austria…), per un monitoraggio dei MARANGONI DAL CIUFFO (e delle SULE) lungo tutta la fascia costiera e lagunare della regione 

Marangone dal ciuffo in sosta nonostante il divieto di accesso

Sule in RNR Foce Isonzo (Go) - Foto di Silvano Candotto

... e per una cena in compagnia di cui vi ha già puntualmente raccontato Marta…

https://tringa-fvg.blogspot.com/2021/07/new-tringalook-e-la-vida-loca.html

I convocati della Squadra Tringa alla finale degli Europei - Foto di Alicia Quintana

Poi non ci resta altro, come al solito, che cambiare prospettiva e dedicarci a nuove argomentazioni. Alle inquietudini dei mammiferi (video Stambecchi di Marta Trombetta)

Camoscio alpino



Scoiattolo comune europeo

Al sofisticato equilibrio tra steli e libellule (e alla loro determinazione ad opera di Paolo). 

Aeshna isosceles (Dragone occhiverdi) - Foto di Paolo Zonta

Sympetrum striolatum (Cardinale striato) - Foto di Paolo Zonta

Aeshna affinis (Dragone occhi blu) - Foto di Paolo Zonta

Orthetrum brunneum (Frecciazzurra celeste) - Foto di Paolo Zonta

Oppure alla comparsa di nuove creature di altri regni, confidando che le piogge, delle quali si rallegrano gli assetati CUCULI, stuzzichino il microcosmo del sottosuolo, stimolandolo a manifestarsi in nuove forme…

Cuculo - Foto di Luciano Silei

Boletus sp.

Ma per gli stomaci forti (e solo per loro... invito gli altri a non guardare), mi concedo un ultimo istante per porvi un macabro quesito. Riuscite ad identificare questo sfortunato passeriforme? Dimensioni grossomodo di un passero, trovato dopo un temporale sul ponteggio di un’impalcatura probabilmente in seguito (e qui vi offro un grosso aiuto) ad un infortunio sul lavoro… Tra una settimana mi impegno a fornirvi la soluzione, nel frattempo provate ad inviarmi le vostre risposte (nei commenti qui sotto o all’indirizzo mail capitanotj (chiocciola) gmail.com). In alternativa, come al solito, anche gli insulti sono ben accetti.

Foto Quiz Luglio 2021


Soluzione al quiz - PICCHIO MURATORE (quasi irriconoscibile)


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