mercoledì 30 novembre 2022

Resoconto Mensile Tringa - Novembre 2022

Coincidenze e contraddizioni. Potremmo intitolarlo così questo capitolo della nostra attuale esperienza di vita a scavalco tra gli affascinanti misteri della impalpabile naturalità che ci circonda e l’inguaribile e supponente bramosia umana volta alla costante prevaricazione dell’altro, del tutto, del qualsiasi cosa. Coincidenze e contraddizioni. Le prime compaiono inaspettate ed imprevedibili lungo quell’invisibile Filo che in ogni occasione riesce a donarci un sorriso. Le seconde, di cui faremmo volentieri a meno, sono figlie di una mano maldestra prettamente umana che inesorabilmente taglia, frammenta e sfilaccia quel Filo, al solo fine di ingarbugliarlo a proprio piacimento per renderlo inaccessibile alla linearità degli eventi, perché se non posso usarlo io per i miei loschi tornaconti allora nessuno deve. Coincidenze e contraddizioni. Vorremmo raccontarvi solo delle prime e questo cercheremo di fare, raccontandovi il “Dietro le quinte” del nostro viaggio quotidiano e solo ogni tanto, a spizzichi, ci scapperà qualche cenno anche alle seconde, perché la Vita è una Festa a cui siamo tutti invitati, ma per continuare a far ballare i (soliti) topi (ma anche le altre innumerevoli meravigliose creature) è giusto che il gatto (mannaggia a lui e a chi l’ha inventato) se ne resti a casa.

 

Quando il gatto non c'è... - Disegno di Elia Cristoforetti

Che poi, per parlare di “Dietro le quinte” e di “Coincidenze” dovremmo iniziare a raccontarvi come nascono questi resoconti, finché avremo la possibilità di farlo (prima di esaurire del tutto gli argomenti avifaunistici o prima che qualcuno ci censuri anche qui). Come avrete capito, durante l’arco del mese i membri, gli amici, i simpatizzanti Tringa raccolgono osservazioni, foto, video, aneddoti, spigolature, le collezionano singolarmente ed in modo indipendente per poi mescolarle tutte insieme in un cappello e trascinarle fuori appese ad un unico Filo che le lega insieme nel resoconto mensile. Capirete che, a priori, non è prevedibile immaginare cosa possa essere stato inserito nel cappello e cosa possa spuntarne fuori. Nel momento in cui Elia (o meglio PiZonta per lui) vi manda il suo disegno della festa non può sapere che Paolo (Utmar) nel frattempo sta controllando di nascosto cosa sta facendo il Gatto che non si è presentato al ballo.

Gatto selvatico - Foto di Paolo Utmar

Gatto selvatico - Foto di Paolo Utmar

Gatto selvatico - Foto di Paolo Utmar


Per il medesimo motivo, quello che lega ogni coincidenza ad un unico Filo, quando ribalterete il cappello per scoprirne il contenuto non potrete trattenere il sorriso accorgendovi che Marta sull’argine lagunare (al Pincarello) al tramonto della Festa dei Nodi (senza dirlo a nessuno) ha lasciato libero in volo un immaginario Gufo (di palude) che nel giro di un attimo è comparso nei sogni di Stefano e dello stesso Elia, prendendo forma e consistenza artistica diversa. Perché (dobbiamo confessarvelo) noi i Gufi reali li preferiamo così, piuttosto che immortalati in quelle foto acchiappa-consensi scattate in pieno giorno (in atteggiamento territoriale, in canto, in volo) dopo averlo stuzzicato e torturato con richiami elettroacustici nei pressi del nido (questo è il reale “Dietro le quinte” di quelle meravigliose foto, ricordatevelo, se ce la fate, la prossima volta che avrete voglia di gratificare l’autore con i vostri apprezzamenti, rendendovi complici del suo “contraddittorio a dir poco” comportamento). 

Gufo di palude al Pincarello - Disegno di Marta Trombetta

Gufo reale - Scultura di Stefano Sava

 Gufo reale - Disegno di Elia Cristoforetti


Dietro le quinte, coincidenze e contraddizioni. Di questo abbiamo promesso di parlare. Ci possiamo provare, fornendovi una diversa versione della Festa dei Nodi. Marta è riuscita egregiamente con il suo racconto a renderci partecipi degli eventi, che fossimo presenti o meno alla giornata. Ora vi sveleremo le piccole spigolature che ne hanno costellato il percorso. Non siamo sicuri di riuscire a sorprendervi, ma vi garantiamo un finale di giornata a sorpresa. Iniziamo dall’inizio, anzi, da poco prima dell'inizio, quando la nostra mente è ancora in fase di dormiveglia al suono della sveglia. E’ una cosa che capita ogni mattina, a farci caso, almeno ad alcuni di noi. Se ci si mette d’impegno si riescono a ricordare i sogni. Ed allo stesso tempo anche a focalizzarsi sulla musica che ci ronza in testa nel momento del risveglio. E’ una musica, una canzone, ogni giorno diversa (o quasi). Forse non ci avete mai fatto caso. Provateci. Quella mattina è una canzone che già di suo è una coincidenza (e una contraddizione). E’ domenica 20 novembre. Festa dei Nodi Tringa FVG nella Spiaggia del Fratino. Primo giorno dei Mondiali di calcio 2022. Per qualcuno di voi sarà una stonatura, ma ricordatevi che non è una scelta (se non del Filo). Quella canzone è “Palla al centro” di Elisa e Jovanotti". Mondiali, cantante originaria del FVG insieme alla Nemesi del Fratino. Serve altro? Siamo le onde di un mare grande. (Ascoltatela, giusto per curiosità). E il ritornello risuona nella vostra testa da quando vi alzate dal letto a quando finite di prepararvi, salite in macchina ed accendete la radio. Sapete già la risposta. La melodia e le parole che hanno preso forma autonomamente nella vostra testa coincidono con quelle che sta trasmettendo la radio. Questo è solo l’inizio. Ed è ancora buio. Molto bene. Vi dirigete verso Lignano, con la consapevolezza che un vento gelido di bora sta spazzando la costa. Ma voi avete fiducia nell’evoluzione degli eventi atmosferici. E la vostra priorità, oltre alla serenità condivisa della giornata (con un pensiero a chi ha preso il volo anzitempo e non sarà con voi) è quella di intercettare qualche specie strana, interessante, nuova. Qualcuno li chiama Lifer questi uccelli mai visti prima. Un uccello mai visto prima. Ma allora ditelo, perché ve la siete andata a cercare. Il 20 novembre. In spiaggia. Con mare mosso, bora, forse 5° C. Poco dopo l’alba. Il vostro uccello mai visto lo trovate anche. E’ uno di quelli che probabilmente non vola. Un pinguino o uno struzzo?

Lifer


Ad ogni modo, andiamo avanti e proseguiamo oltre. Chi prima, chi dopo, chi verso quello giusto subito, chi al secondo tentativo, tutti riusciamo a raggiungere il Faro che si è offerto di illuminarci la giornata. Perché quando arriviamo (tutti tranne Giosuè che era lì già da ore ad intirizzirsi nel vento fino ad un attimo prima) la bora è scomparsa e fa capolino il sole. Siamo sulla buona strada. Ce lo dicono le GRU che sono sempre un segno, un segnale, una coincidenza. 

Messaggi dal cielo con Gru - Foto di Niccolò Fagotto

Messaggi dal cielo con Gru - Foto di Niccolò Fagotto


Poi però, all’improvviso, tutti insieme su quella ormai leggendaria Spiaggia del Fratino che quest’anno abbiamo imparato a conoscere e che avremo modo di raccontare anche a dicembre…

 


Dicevamo, tutti insieme nel bel mezzo della Spiaggia del Fratino diventiamo testimoni di un risvolto quantomeno grottesco degli eventi.

Festa dei Nodi, un attimo prima... - Foto di Marta Trombetta

Occhio di falco Skody nota alle nostre spalle nel mezzo della vegetazione retrodunale delle anomalie strutturali nell’ambiente che nel giro di pochi istanti si concretizzano nel più inquietante dei nostri timori. Qualcuno ha scelto di usare il medesimo sito del nostro ritrovo per i suoi deplorevoli scopi di aucupio, trasformando la nostra festa nella “Domenica delle Pànie”. Coincidenze contraddittorie di un insano mondo popolato da abominevoli umani. Spiazzati da questa circostanza facciamo comunque il possibile perché la scoperta si trasformi in utile indizio per interventi risolutivi contingenti e/o futuri.

 

Senza parole

Senza parole

Non temete, non è questo il finale a sorpresa. Questa è solo una piccola testimonianza di quanto gli esseri umani riescano ad adottare strategie e comportamenti disarmanti. Qualcuno potrebbe chiamarli disgustosi, ma visto che è quasi ora di pranzo facciamo un respiro profondo e conserviamo l’appetito per l’appuntamento conviviale. Ora, indipendentemente dal nome con cui avete effettuato la prenotazione (Trombetta), se vi rivolgete al bancone chiedendo una penna in prestito per far giocare i bambini (ed il Pulotto) a tria, non meravigliatevi se la cameriera vi regala una matita e quando la prendete in mano vi viene di nuovo da ridere. Scommetto che penserete che è tutta una montatura (come qualsiasi altra realtà che vi raccontiamo, senza citazioni bibliografiche del secolo scorso o di quello prima), ma pazienza, ce ne facciamo una ragione, le nostre Trombette crescono sulle matite (e non su piante di fico senza le foglie a giugno, o almeno così ci hanno riferito). 

Matita e Trombetta - Foto di Marta Trombetta (matite e colori)


Ed ora che ci è tornato il sorriso (almeno ad alcuni di noi) vi riveliamo un altro particolare nascosto “Dietro le quinte”. Vi ricordate del CIGNO REALE con collare giallo 4YK8 osservato in laguna poco prima di andare a pranzo?

 

Cigno reale 4YK8 - Foto di Matteo Skodler

Ecco. Lui. E’ riuscito a farci sorridere anche lui. Come previsto dal protocollo, abbiamo correttamente fornito il dato a Ispra ed attendiamo sue notizie (pur consapevoli delle difficoltà irrisolte che da anni incombono sulle dinamiche dell’inanellamento in Italia, su cui torneremo a breve, della mancata accessibilità e funzionalità dell’inceppato meccanismo che dovrebbe collezionare e restituire i dati e le riletture). Ma nel frattempo abbiamo sondato con curiosità la possibile provenienza dell’animale e l’abilità di Niccolò ci ha fornito un’informazione inaspettata e sorprendente. Che non riguarda in realtà la provenienza del Cigno, quanto l’ennesima coincidenza rivelatasi in questa giornata. L’immagine parla da sola (colpo di scena!). Nel circoletto è evidenziato il nome del gruppo/progetto/sito ungherese che si occupa degli animali inanellati. 

 

I viaggi di T-ring A - Niccolò Fagotto featu-ring


T-ring Application. Tringa. Se questo non vi fa per lo meno sorridere possiamo anche chiuderla qui. Altrimenti possiamo sforzarci di aggiungere un altro particolare. Perché in quella fantomatica Spiaggia del Fratino (che nel frattempo è scomparsa per qualche tempo, sommersa dalle acque che biblicamente si profilano ad annientare le malefatte umane, cancellando contemporaneamente desideri, realtà, illusioni… lasciando sopravvivere solo qualche piccola isola in qualche Universo lontano… Speriamo che il guardiano delle (nuove) Chiuse Celesti abbia pietà di noi…)

Spiaggia del Fratino Cucù - Foto di Giosuè Cu(c)cù-rullo

Cancellando il presente

Messaggi da altri mondi - Foto di Marco Sozzi

Martin pescatore sui nuovi chiusini in RNR Foce Isonzo - Foto di Matteo De Luca


Insomma, in quella Spiaggia del Fratino qualche giorno dopo ci è tornato in visita il Pulotto ed ha trovato altri due ospiti presenti, dotati di anello. Due PIOVANELLI PANCIANERA. Uno dei due, già per la sigla sull’anello che porta, dovrebbe far sorridere qualcuno, almeno quello che usa la casella di posta con il nome capitanoTJ… 

Piovanello pancianera polacco - Foto di Pulotto

Piovanelli pancianera con TJJ - Foto di Pulotto


Ma se anche questo particolare da solo non fosse sufficiente, allora sappiate che anche lui fa parte della “sconfinata” squadra Tringa.

 

I viaggi di T-ring A - Niccolò Fagotto featu-ring

Un anello si concatena all’altro, una coincidenza ad una contraddizione, in questo mondo (ipocrita) in cui l’acerrimo nemico si trasforma platealmente in “uno di noi”, nonostante tutti i tentativi fatti per osteggiarlo, abbatterlo ed annientarlo, per poi magari dotarlo di un anello per commemorarlo. 

 

Ultimo anello della catena - Ibis sacro (specie aliena invasiva)

Ultimo anello della catena - Ibis sacro (specie aliena invasiva)

Che poi, trasfigurato in appariscente angelo scarlatto, di quell’anello in questa sua nuova ed impropria libertà non resta minimamente traccia…

 

Ibis rosso/scarlatto libero e felice (senza anelli)

Ibis rosso/scarlatto libero e felice (senza anelli)

E ci troviamo allora smarriti in questo mondo di contraddizioni, in cui vorremmo dare un senso costruttivo alle cose che facciamo, ai monitoraggi, ai censimenti, alle raccolte dati, alle passioni e agli entusiasmi. E ci scontriamo quotidianamente con la realtà dei fatti. Fatti male per altro (altro che i nostri innominabili ed incondivisibili lavori). Fatti perché si devono fare e non per entusiasmo. Fatti perché sulla carta resti stampato un nome piuttosto che la memoria della qualità di un lavoro. E allora avanti, perseverate pure a dormire sonni tranquilli, qualcuno continuerà a vegliare su di voi, mentre altri si crogioleranno alle sue spalle (appollaiati come CORVI) usufruendo del suo disinteressato e gratuito (anonimo e/o censurato) operato.

Ibis sacri con Spatola vigilante e Germani reali - Foto di Paolo Utmar

Ibis sacri al dormitorio in RNR Foce Isonzo - Foto di Matteo De Luca

Aironi guardabuoi al dormitorio (Udine)

Corvo comune in cerca di spalla su cui appollaiarsi - Foto di Paolo Zonta


Che alternative abbiamo? Respirare e sorridere. Cercare quel Filo “Dietro le quinte”. Quel Filo per cui mentre cerchi di riprendere fiato nei campi deserti alla periferia di Udine ricevi un messaggio da Giulio che ti chiede se ci siano (nei dintorni di Udine) dei posti buoni per vedere un’AVERLA MAGGIORE svernante e mentre, distogli lo sguardo dal telefono per formulare la frase di risposta tipo “Guarda, in questo momento sono esattamente in un punto in cui potrebbe comparire”, ti accorgi che quella creatura ti sta già osservando e che devi semplicemente rispondergli “E' qui, ti mando il punto”. Poi, quando arrivi a casa e svuoti il cappello, ci trovi dentro una foto che ti ha mandato Silvano per il resoconto. E sorridi. Perché così funziona il Filo. 

Averla maggiore - Foto di Silvano Candotto


E allora basta prendersela con le insane dinamiche che stravolgono un mondo che dovrebbe appassionarci. Basta. Basta davvero. Basta combattere contro (ottusi) mulini a vento. Anche se gli ormoni autunnali ci stuzzicano. Ce lo racconta Renato (Pontarini). “E’ noto per il periodo autunnale (nei tetraonidi) un innalzamento dei livelli ormonali. Questo ci porta ad osservare maschi in parata nuziale, come il FAGIANO DI MONTE nella foto che si esibiva in pieno giorno davanti a 3 femmine. O il GALLO CEDRONE che, come avviene talora in primavera, perde ogni diffidenza nei confronti dell’uomo (anzi) e si lascia fotografare ad una distanza di pochi metri (tutte le foto sono state fatte con il cellulare da Daniele Cortellazzo). Anche le fatte di quest’ultimo (il Cedrone, non Daniele, e le foto in questo caso le ho scattate io) presentano la tipica punta bianca esattamente come nel periodo riproduttivo primaverile.”

 

Fatte di Gallo cedrone - Foto di Renato Pontarini

Gallo cedrone - Foto di Daniele Cortellazzo

Gallo cedrone - Foto di Daniele Cortellazzo

Fagiano di monte - Foto di Daniele Cortellazzo

E dunque, lasciare che la carica ormonale si disperda ed insistere con passione ed impegno nel curare ogni dettaglio del minuscolo spiraglio che siamo riusciti a ritagliarci. Paolo (Utmar) ci conforta in questo. “Sono soddisfazioni vedere per due giorni di seguito l’AQUILA DI MARE prima posata nei pressi e poi sorvolare proprio quelle aree di ripristino realizzate con dedizione di recente e, dopo qualche giorno, involare un FRULLINO nel medesimo posto. Una ventata di utile ottimismo in questo non sempre roseo presente.”

 

Aquila di mare - Foto di Paolo Utmar

Aquila di mare - Foto di Paolo Utmar

Del furtivo Frullino non abbiamo immagini da mostrarvi, ma estratte dal cappello ci ritroviamo tra le mani le foto ed il video di un BECCACCINO confidente realizzate da un altro Paolo (il Pizonta). E ci lasciamo meravigliare anche da lui.

 

Beccaccino - Foto di Paolo Zonta

Beccaccino - Foto di Paolo Zonta



Così come continua a capitarci ogni volta che incontriamo qualche minuscola creatura che per un istante intercetta il nostro percorso, con un piccolo volo sfarfallato o uno sguardo incuriosito o un breve richiamo. Talvolta con un sibilo che la trasforma in un ospite proveniente da terre lontane (percepibile nel video, per fini uditori). 

 

Picchio muraiolo - Foto di Renato Pontarini

Saltimpalo

Regolo - Foto di Paolo Zonta

Luì siberiano



Per quelli che invece preferiscono manifestazioni vocali e gesti più eclatanti di piccoli e grandi picchiatori, il cappello di fornisce fortuitamente questi due video. (Picchio nero di PiZonta)





Perché ogni singola creatura resiliente in questo traumatizzato Pianeta testimonia un segnale di speranza. E mentre le Gazze marine allo sbaraglio invadono il Mediterraneo (arriveranno fin quassù?), noi ci soffermiamo a scrutare le acque e le pianure, sorprendendoci con qualsiasi forma di vita compaia all’orizzonte.

 

Strolaga mezzana - Foto di Stefano Sava

Marangoni dal ciuffo - Foto di Stefano Sava

Beccapesci - Foto di Stefano Sava

Pascolo misto di Oche lombardelle e Capriolo - Foto di Matteo De Luca

O sotto l’orizzonte. Vi proponiamo un piccolo quiz anche questo mese. Questa immagine, sotto un’apparente superficie increspata, nasconde una mimetica presenza. La percepite? In attesa delle vostre risposte, la soluzione comparirà (per i curiosi) tra una settimana a didascalia della foto.

Fotoquiz - Foto di Stefano Sava


E nell’augurarvi buonanotte, in qualsiasi momento della giornata siate giunti a questo punto, sappiate che qualcuno vi osserva costantemente, ovunque voi siate. E, a suo modo, sorride. (Video di PiZonta)