Una
gran confusione. Solo una grande, grandissima confusione. Ogni singolo
tentativo di fare un minimo di ordine nelle idee, nei pensieri, nelle attività
quotidiane viene inesorabilmente soffocato dal disordine che ogni nostro suggestivo
e quasi sempre rapidamente trascurato progetto si trascina dietro. Dovremmo
accettare i nostri limiti, primo tra tutti il tempo che ci scorre nelle vene e
che tiene viva un’instabile e misteriosa clessidra, artefice del nostro
imperscrutabile destino, che ci costringe a rivalutare le nostre priorità in
ogni singolo dannato istante. E poi, uno alla volta, tutti gli altri. Quelli
che in un mondo meno politicamente corretto dovremmo avere il coraggio di
chiamare difetti, guardandoci allo specchio negli occhi degli altri. O, per lo
meno, prendere consapevolezza di quelle che sono le differenze tra le nostre
convinzioni e quella che è, in concreto, la realtà. Prenderne consapevolezza.
Sarebbe già un enorme passo avanti. Prendere consapevolezza di quelle che sono,
nel dettaglio, le (piccole e grandi) incongruenze in questa caotica e immensa
confusione.
Piovanelli pancianera & Trova gli intrusi - Foto di Angelo Formentin
Volete
provarci? Nell’immagine di copertina ci sono alcuni intrusi (vediamo chi riesce
a trovarne di più, in una settimana). A prima vista non ce ne accorgiamo. Ci
pare che tutto sia ordinato e regolare, ma una volta che viene insinuato il
sospetto la nostra mente si concentra sui dettagli. E, generalmente, esagera.
Così, se prima eravamo convinti di conoscere una realtà ordinata, adesso ci
illudiamo ingenuamente di saperci destreggiare in un oceano di minuscoli
dettagli a cui ci ostiniamo a dare un preciso nome. In entrambi i casi, ci
sfugge un elemento fondamentale. Che siamo ignoranti. La realtà è bizzarra. Più
di quanto possa esserlo la nostra immaginazione. E per quanto vasta, accurata e
approfondita possa essere la nostra preparazione, lei saprà come stupirci. E
noi, se davvero abbiamo compreso la lezione, accetteremo umilmente la sua
versione dei fatti anche per questo mese. Vediamo, da dove possiamo cominciare.
Volete che andiamo in ordine sistematico? Allora cominciamo dalle oche. Oche
belle che sono, oche meravigliose creature, oche tante cose che sappiamo, oche
vuoi che ci sia ancora da imparare su di loro? Ah, sai tu. Per esempio ci
sarebbe da capire come distinguere un’Oca granaiola della Taiga da una della Tundra,
quando ti capita di vederne magari una sola in un anno e, tanto per complicarti
la vita, proprio quella mostra una mescolanza di caratteri “ambigui” (colore vs
forma del becco, testa vs collo, struttura vs dimensioni) al solo scopo di
farti raggiungere il livello di consapevolezza “Oche minxxia ne so io!”.
Oca granaiola della Tunga & della Taidra Oca granaiola della Tunga & della Taidra Oca granaiola della Tunga & della Taidra con amica lombardella 
Oca granaiola & lombardelle - Foto di Rossella Gioppo
Passiamo
ai rapaci? Quelli, grandi, enormi, che non puoi mica sbagliare. Vi vanno bene
le Aquile di mare? Benissimo, anche a noi. Magari vederne tutti i giorni! E
invece tocca accontentarsi, se va bene, di una volta ogni tanto o addirittura
di una volta sola, anche se le segnalazioni si ripetono periodicamente e non
dovrebbe essere così difficile intercettarla. Ma davvero le osservazioni si
ripetono? E’ sempre la stessa aquila quella che si fa notare nei posti più
disparati della regione? Non è che magari non è sempre la stessa? No, mi sa di
no, anche perché la volta che magari ti capita di vederla, quell’unica volta in
un anno che capita, invece di vederne una sola ne vedi due insieme. Ah, ecco.
Vedi che sono due. O sono tre? Perché quella che abbiamo visto da sola prima
forse non era una di queste due… Qualcuno (ciao Giuss!) saggiamente suggerisce
di confrontare tutte le foto fatte negli ultimi mesi per cercare di capire
quante sono davvero queste dispettose creature. Chi si offre di farlo?
Due Aquile di mare due - Foto di Angelo Formentin
| Una Aquila di mare una - Foto di Angelo Formentin |
| Una Aquila di mare una - Foto di Angelo Formentin |
![]() |
| Una Aquila di mare una - Foto di Matteo De Luca |
![]() |
| Una Aquila di mare una - Foto di Matteo De Luca |
Per
restare in ambito rapaci, qualche dubbio ci tormenta, al solito, in molti altri
settori. Le Albanelle, tanto per cominciare. Quante pallide si nascondono in
mezzo alle minori (prima) e alle reali e ai falchi di palude (poi)?
Albanella pallida (quasi facile) 
Albanella reale (meno facile) - Foto di Flavio Consonni 
Falco di palude (banale banale) - Foto di Matteo De Luca
Poi,
l’eterno dilemma: Sparviere o Astore, impareremo mai?
Sparviere (facile?) - Foto di Giorgio Andrea Avanzo 
Sparviere (se lo dici tu) - Foto di Simone Scognamiglio 
Astore inseguito (da chi?) - Foto di Stefano Sava
E
i Nibbi che gironzolano per la regione in tardo autunno (si fermeranno anche
per l’inverno?), sono tutti reali o ce ne sono alcuni immaginari?

Nibbio reale - Foto di Bruno Delbianco 
Nibbio reale - Foto di Bruno Delbianco 
Nibbio reale - Foto di Paolo Utmar
A
proposito di nibbi immaginari e fantasmi, ormai da mesi un Nibbio bianco
staziona stabilmente sul suo posatoio pordenonese. Ma è davvero sempre lui? Perché
voci di corridoio (in dialetto bergamasco) raccontano che (almeno per qualche
istante) i Nibbi bianchi a contendersi il posatoio fossero due (sempre che uno
non fosse il fantasma dell’altro… o un’Averla maggiore in spirito santo, hai
visto mai?).
Nibbio bianco reale 
Averla maggiore sp. iritosantus - Foto di Bruno Delbianco
Proseguiamo
sul tema delle candide creature immaginarie? Fatta. Cosa ne pensate dei
Codibugnoli a testabianca? Siamo davvero in grado di catalogarli con
precisione? Esiste un ottimo articolo olandese che può aiutarci, ma ogni volta
che proviamo a studiare ci rendiamo conto che non ce la possiamo fare nemmeno
stavolta. O sì? Di sicuro è più facile quando la testa non ce l’hanno bianca…
Codibugnolo testa (quasi?) bianca - Foto di Giorgio Andrea Avanzo Codibugnolo testa (quasi?) bianca - Foto di Giorgio Andrea Avanzo 
Codibugnolo testa (quasi?) bianca - Foto di Simone Scognamiglio 
Codibugnolo testa (non) bianca - Foto di Rossella Gioppo
Potremmo
andare avanti così per ore, su cosa siamo in grado di riconoscere e cosa no. Dei
limicoli vogliamo parlare? Tipo, i pivieri, quelli strani. Se non dovessero mai
alzare le ali per farci vedere cosa nascondono sotto saremmo davvero in grado
di distinguerli dai nostrani? Figuriamoci, già i giochi di ombre continuano a
metterci regolarmente in difficoltà con Pivieri dorati e Pivieresse…

Misto mare con Pivieri vari (e altri limicoli) - Foto di Renato Castellani 
"Io sono Pivieressa FVG" - Foto di Simone Scognamiglio 
"Io sono Piviere dorato FVG" - Foto di Simone Scognamiglio "Noi siamo Pivieri dorati FVG" - Foto di Angelo Formentin 
"Noi siamo Pivieri dorati FVG" - Foto di Matteo De Luca 
"Noi siamo Pivieressa e Piviere dorato" - Foto di Matteo De Luca "Noi siamo Piviere dorato e Pivieressa" - Foto di Silvano Candotto
Ma
anche i Corrieri. Anche tra di loro ce ne sono alcuni strani. E noi ancora
riusciamo a fare confusione. Grossa confusione, piccola confusione. E Fratina
confusione.

Fratino & Corrieri grossi - Foto di Matteo De Luca
E
le Pittime. Anche quelle. Distanti o vicine che siano, si fa presto anche in
questo caso a dire minore, reale o immaginaria.

Pittima minore in incognita - Foto di Flavio Consonni
Poi
ci sono i Beccaccini. Tanti. Tantissimi. Centinaia, visibili e invisibili. E
mai uno di loro che abbia spudoratamente quei caratteri che lo trasformano in
qualcosa di più stravagante.
Beccaccini nascondini - Foto di Giorgio Andrea Avanzo 
Beccaccino (meno) nascondino - Foto di Paolo Utmar 
Beccaccino (circa) nascondino - Foto di Matteo De Luca
Sono
davvero pochi i limicoli che non puoi confondere con altri. Che ne so io, il
Voltapietre. Ah sì? Ultima volta che sono uscito in barca ne ho scambiato uno
per una Beccaccia di mare (e non scherzo, ho i testimoni!).

Voltapietre "Dica 62" - Foto di Paolo Utmar
Davvero,
potremmo andare avanti per ore a guardare i limicoli per scovare qualche
intruso (vedi foto di copertina) senza riuscirci. E mentre per l’ennesima volta
ci allontaniamo mortificati dal nostro punto di osservazione limicolesco
potrebbe capitarci di ricevere un messaggio con una foto. Senza didascalia perché
non serve. Una foto strepitosa. Anzi tre. Di una creatura che è comparsa per
pochi istanti soltanto, in volo, a pochi passi da dove eravamo noi. Facendosi
ammirare da uno sparuto drappello di prescelti. Questa creatura, mannaggia a
lei, si chiama FALAROPO BECCOLARGO. E le foto parlano da sole.

Falaropo beccolargo - Foto di Mauro Americano 
Falaropo beccolargo - Foto di Mauro Americano 
Falaropo beccolargo - Foto di Mauro Americano
E’
così che funziona la migrazione, quando ti capita di finirci dentro. La
migrazione è quell’esatto momento in cui ti trovi faccia a faccia (o anche
orecchio a orecchio) con l’ignoto e ti domani “E questo cosa (improperio a
scelta) è?”. E se non hai avuto la prontezza di scattare una foto (a fuoco) o di
registrare un audio (di qualità quanto meno mediocre) potrai conservare
tranquillamente quel dubbio per l’eternità. O, in alternativa, farai il
possibile per rimuoverlo quanto prima dalla tua memoria per evitare che ti
assilli per sempre. I misteri della dannata migrazione! Alcune specie, in
effetti, negli ultimi anni siamo riusciti a “sdoganarle”, nel senso che ormai
non ci prendono più alla sprovvista (o quasi). La Pispola golarossa, per
esempio. Da migratrice regolare scarsa siamo riusciti a farla diventare specie
infestante (decine e decine di segnalazioni in pochi giorni…). Poi è vero che
ogni tanto alcuni (suoi) richiami ci facciano sobbalzare più di altri, ma no,
il Prispolone indiano non siamo ancora riusciti a concretizzarlo. Pispole sì, a
decinaia di migliaia. E Prispoloni tardivi a fine ottobre anche. Ma il Prispolone
indiano ancora ci manca…

Hai detto Pispola? - Foto di Rossella Gioppo Hai detto Pispola? - Foto di Angelo Formentin 
Hai detto Pispola? - Foto di Bruno Delbianco 
Hai detto Pispola? - Foto di Stefano Sava Prispolone tardivo e nascondino - Foto di Paolo Zonta Prispolone tardivo e un poco meno nascondino
Con
il Calandro maggiore invece ci stiamo comportando meglio. Fino a qualche anno
fa era assente da alcune check list provinciali, poi si è trasformato (in
regione) in migratore irregolare (sebbene in assenza di effettiva
documentazione). Negli ultimi anni potremmo sbilanciarci a darlo per migratore
regolare (di doppio passo?). Dobbiamo ancora affinare l’udito e individuare i
suoi ambienti preferiti, ma siamo sulla buona strada.

Calandro maggiore volando - Foto di Simone Scognamiglio Calandro maggiore posando
Del
Pettazzurro non serve praticamente dire nulla. Come per la Pispola golarossa ormai
possiamo permetterci il lusso di trovarlo in posti a caso, in ambienti a caso,
in quantitativi a caso. Che ne so, cosa ne pensate di quel campo di stoppie
appena liquamato vicino a quel coltivo di sorgo nel mezzo dei riordini tra
Orzano e Premariacco? L’odore è assolutamente invitante. E uno. E due. E tre. E
quattro. E chissà quanti altri, tutti a saltellare timidamente nel fitto.
Tranne uno, spavaldo al limite dell’imbarazzante. Che ancora un balzo e ti
entra in auto dal finestrino aperto.
Pettazzurro sguardo di là Pettazzurro sguardo di qua
E
insieme a lui chissà cos’altro si nasconde tra gli steli… Una settimana per le
risposte anche per questi due quiz.

Quiz 1 parte 1 - Foto di Bruno Delbianco 
Quiz 1 parte 2 - Foto di Bruno Delbianco 
Quiz 2 - Foto di Bruno Delbianco
Tra
gli steli o in mezzo alle stoppie. Insolite creature, per piumaggio …

Tortora dal collare variante variopinta - Foto di Paolo Utmar 
Tortora dal collare variante variopinta - Foto di Bruno Delbianco
…
o per postura (ancora un quiz e no, la risposta non è Tetraone di prateria…)
Ci
sono ancora numerose creature che non siamo ancora stati in grado di trovare (e
di imparare). Molte si nascondono tra i passeriformi. Ce li avete presente gli
Zigoli? Come sanno essere ingannevoli loro, nei versi, nell’aspetto, nel
nascondersi in un lampo… Voglio dire, sarà mica possibile che uno Zigolo strano
capiti in bella vista a pochi metri tra i piedi, magari in mezzo alla strada?
(Mannaggia alle isole!!! Noi qui in mezzo alla strada nell’ipotesi migliore ci
troviamo un Corvo imperiale e un paio di Gazze…).

Corvi imperiali stradali & Gazze - Foto di Paolo Utmar 
Corvo imperiale volando nell'ombra - Foto di Paolo Utmar
Vabbuò,
ci tocca accontentarci degli zigoli che abbiamo…
Zigolo nero dici a me? - Foto di Giorgio Andrea Avanzo Zigolo nero (ha detto Sandro?) - Foto di Giorgio Andrea Avanzo 
Zigolo muciatto in posa - Foto di Rossella Gioppo
Stesso
discorso per i Luì. Possiamo trascorrere giornate ad esplorare ogni anfratto
della nostra meravigliosa regione senza riuscire a percepire quel particolare
richiamo che stiamo cercando. Possiamo spulciare decine e decine di Luì piccoli
e grossi (e continuare a confonderli tra loro), miriadi di Regoli e Fiorrancini,
ma se non è destino… (non ancora, non stavolta per lo meno)

Luì piccolo - Foto di Rossella Gioppo 
Luì piccolo - Foto di Simone Scognamiglio 
Luì grosso (camuffato) - Foto di Stefano Sava 
Fiorrancino - Foto di Ivano Candon 
Fiorrancino - Foto di Matteo Skodler 
Fiorrancino - Foto di Rossella Gioppo
In
realtà ogni tanto quel richiamo ci capita di sentirlo ma (sempre che non sia la
solita infida Ballerina bianca) potete stare tranquilli che sarà una Cincia che
ha deciso di percu (si può dire?) larvi…

Cinciallegra con dialetto triestino - Foto di Matteo Skodler
| Cincia mora sp. pendula - Foto di Giorgio Andrea Avanzo |
![]() |
| Cincia alpestre (se lo dici tu) - Foto di Simone Scognamiglio |
Ma
non ci abbatteremo e continueremo a cercare. Tra Passeri che non hanno un nome
(proprio). Saltimpali che non sono Stiaccini e viceversa. Lucherini che si
spacciano per Verzellini e viceversa. Pendolini mascherati che non sono Averle né
tanto meno Occhiocotti. E Fanelli. Fanelli. Fanelli. A decinaia, centinaia,
decinaia di centinaia.

Passera ssp. ettinata oltremontana - Foto di Simone Scognamiglio 
Passera d'oltre Italia - Foto di Simone Scognamiglio 
Saltimpalo stiaccinato - Foto di Stefano Sava 
Stiaccino saltimpalato stalimpalato - Foto di Bruno Delbianco Lucherino verzellinato - Foto di Giorgio Andrea Avanzo Verzellino lucherinato ssp. zigolo delle nevi 
Pendolino mascherato - Foto di Rossella Gioppo Pendolino smascherato 
Averla maggiore pendolinata - Foto di Rossella Gioppo 
Occhiocotto mascherato pendulo - Foto di Rossella Gioppo 
Decinaia di Fanelli - Foto di Bruno Delbianco 
Decinaia di decinaia di Fanelli - Foto di Bruno Delbianco 
Centinaia di decinaia di Fanelli - Foto di Bruno Delbianco
Continueremo
a cercare, finché almeno uno degli arruffati Pettirossi che a fantastiliardi
infestano i cespugli non si trasformerà (magicamente) in un Piglia(mosche) petti(rosso),
magari dopo un bagno a mezzanotte…
S-Pettirosso S-Pettinato - Foto di Giorgio Andrea Avanzo Pettirosso scoRdato - Foto di Giorgio Andrea Avanzo
In
questo strampalato autunno anche l’acqua per il bagno comincia a scarseggiare. Alcune
creature devono esporsi allo scoperto per raggiungere le ultime pozze rimaste.
L'ultima Schiribilla - Foto di Paolo Zonta
![]() |
| Il volto chino del Voltolino - Foto di Paolo Utmar |
Altre
si esibiscono in un’improvvisata danza della pioggia mentre singoli sparuti
testimoni assistono perplessi…
Fenicotteri & Danza della Pioggia - Foto di Paolo Zonta Svasso collorosso - Un passo della danza - Foto di Silvano Candotto 
Svasso collorosso spettatore - Foto di Matteo De Luca 
Morette grigie - lontano dal palco - Foto di Renato Castellani
Qualcuno
deve assicurarsi che gli esseri viventi che popolano le residue acque non
vadano in sofferenza. Per la soddisfazione di tutti i pescatori, grandi e
piccini.

La Strana Storia dello Storione - Foto di Bruno Delbianco 
Falco (grande) pescatore - Foto di Rossella Gioppo Falco (medio) pescatore - Foto di Paolo Zonta Sterna maggiore (pescatrice locale) - Foto di Angelo Formentin Martin (piccolo) pescatore
| Martin (perplesso) pescatore |
Che
poi, parliamone. Vietato ai non nuotatori. Sinceramente è un messaggio un
tantino spiazzante. Sarebbe come dire che se trovo una minuscola paretina di
roccia nel mezzo di un bosco dovrei trovarci scritto “Vietato ai non scalatori”
e preservarla per qualche sparuto Sordone o addirittura per un Picchio muraiolo
(in mezzo al bosco, ma vi pare?).

Sordone scalatore (vicino) - Foto di Simone Scognamiglio
| Sordone scalatore (lontano) - Foto di Giorgio Andrea Avanzo |
![]() |
| Picchio muraiolo di bosco - Foto di Matteo Skodler |
Ma
forse funziona così. Funziona che ci sono degli strani messaggi in codice che
non abbiamo imparato a percepire adeguatamente. Voglio dire, senza uscire dal
bosco, li avete presente i picchi. E se i loro tambureggiamenti fossero poesie
in codice morse?

Duetto di Picchi neri - Foto di Paolo Utmar Assolo di Picchio rosso mezzano Acuto di Picchio rosso minore - Foto di Bruno Dentesani
Nel
caso, qualcuno riesce mica a tradurmi il messaggio contenuto in questo video?
Magari
ci sta solo suggerendo la risposta all’ultimo quiz mensile.

Ultimo quiz mensile - Foto di Matteo Skodler
E
sull’ultimo quiz cala il tramonto anche per questo mese. Piccole e grandi
creature della notte abbandonano i loro rifugi…

Cervo nascondino - Foto di Matteo Skodler 
Capriolo al salto - Foto di Bruno Delbianco 
Abbasso il Tasso - Foto di Matteo Skodler
…
così come noi abbandoniamo qui i doni che Ottobre ci ha concesso…
… per darvi appuntamento al mese di Novembre.










Nessun commento:
Posta un commento