martedì 31 marzo 2026

Resoconto Mensile Tringa - Marzo 2026

 

So di non sapere. No, non è un paradosso o una riflessione filosofica, non è questione di consapevolezza, è proprio la realtà dei fatti. So di non sapere, chiaro, non tutto tutto magari, ma di sicuro alcune cose proprio non le so. E per fortuna c’è qualcuno che mi aiuta, in questi casi in cui mi perdo e mi confondo. Approfitto subito per ringraziarli tutti, questi invisibili consiglieri (da Andrè al Giuss, da OJ a tutti i compagni di merende, sia Tringa che no) ai quali va il mio più forte abbraccio. “So di non sapere” è il nuovo mantra. Quello vecchio (“E’ tutta colpa di Tringa”) ormai ci è entrato nel sangue, è parte integrante del nuovo metabolismo, possiamo concentrarci su questo nuovo concetto. Lo seguiremo come filo portante in questo resoconto, quanto meno nella sua prima parte. Per esempio, so di non sapere cosa diavolo sia la Paperaccia ritratta in questa foto.

 

Paperaccia ssp. sodinonsap(ap)ere 

Da un paio di mesi si diverte a girovagare per il Lago di Cavazzo (Ud). Da lontano, con tutto quel bianco alla base del becco, nonostante l’aspetto complessivo non convincente, l’ipotesi più verosimile (ma ingannevole) era quella che si trattasse di una MORETTA GRIGIA anomala. Tormentati dal dubbio, un giorno ci siamo fatti coraggio e abbiamo deciso di affrontarla, da vicino, faccia a faccia. E niente. Non potevamo più chiamarla Moretta grigia. O almeno, non solo Moretta grigia. Almeno MORETTA GRIGIA x MORIGLIONE. E questa è l’opzione più verosimile (con un grazie di cuore in questo caso ad Alessandro Pavesi), sempre che a voi non ne vengano in mente altre, perché il “So di non sapere” include in modo irreversibile tutte le ipotesi alternative mancanti.

 

Moriglione x Moretta grigia, o no? 

Moriglione x Moretta grigia, o no? 

Moriglione x Moretta grigia, o no? 


E andiamo avanti. Anzi, torniamo indietro. E’ appena iniziato il mese di marzo. Siamo solo al secondo giorno. Arriva un messaggio di Ivano (Candon) con una foto. “Sandro (Marescutti) mi ha girato questa foto scattata oggi a Sequals (Pn). Sembra una PASSERA SCOPAIOLA, ma con quel sopracciglio… potrebbe essere una Passera scopaiola di Radde?”.

 

Passera scopaiola golanera - Foto di Sandro Marescutti

C’è poco da fare, un sussulto mentre si guarda la foto è inevitabile. Come passera scopaiola è strana forte. Radde, asiatica, golanera, qualunque cosa sia è strana forte. Ma ricordiamoci il mantra. Sai mai tu di non sapere che le nostre passere scopaiole potrebbero avere ogni tanto un simile sopracciglio. La foto comincia a fare il suo giro. Marta si sbilancia per prima “Maddai, è evidentemente una PASSERA SCOPAIOLA GOLANERA!”. Ma mica possiamo scrivere nelle note “Identificata con entusiasmo da Marta”, o sì? E niente, Passera scopaiola golanera sia (grazie a Marta, a Giuss e a tutti…). Poi da qui in avanti la storia è nota. Più o meno. Nel senso che a Sequals (Pn) passano le ore e i giorni, ma questa dannata creatura sembra non essere intenzionata a ricomparire nonostante le ricerche mirate. Fino a quando Simone (Scognamiglio) decide di farsi una spensierata passeggiata nelle ore centrali della giornata del 4 marzo. Mentre cammina lentamente, un passo, un respiro, uno sguardo (come se fosse un tipico esploratore delle Pelagie), questi sono i suoi pensieri:

Al di là di momenti così fugaci ed emozionanti che secondo me rafforzano il continuare a esplorare qualsiasi angolo della regione (e non solo), l’idea che un animale possa comparire per un attimo e poi sparire, anche per sempre, mi fa irrazionalmente sorridere pensando alla possibilità che scelga davvero quando e a chi farsi vedere… un po’ come quando nei resoconti si parla di magnetismo & miraggi… E poi, un’altra considerazione, un pochino più socio-politica, studiandomi la specie ho visto che il suo areale include anche una parte dell’Iran. E quindi ho pensato, oltre alla distruzione di paesaggi naturali e ambienti in più parti del mondo dove non tutti purtroppo (umani e non) hanno ali per poter scappare (e neanche quelle bastano), all’incredibile fortuna e privilegio di potersi svegliare e fare quello che ci piace, poter scegliere, in questo caso specifico, di ritagliarsi anche solo una mattina a settimana dove l’unico dubbio è (ad esempio) se andare sui magredi o in laguna…”

So di non sapere per quale motivo accada, ma come a concretizzare i suoi pensieri, su uno stelo compare davvero il miraggio a cui stava pensando.


Passera scopaiola golanera - Foto di Simone Scognamiglio

Passera scopaiola golanera - Foto di Simone Scognamiglio


Dopo due giorni di ricerca Simone è l’unico a ritrovarla. Per un caso di serendipità forzata verrà circondato nel giro di pochi minuti da uno sparuto nugolo di esploratori. Pochi istanti condivisi a rafforzare l’idea che queste creature scelgano come farsi beffe di noi.

 

Passera scopaiola golanera - Foto di Simone Scognamiglio


Poi più nulla, solo infruttuose ricerche per giorni, salvo la sensazione, per un attimo, di essere sorvolati da una imponente creatura alata, non proprio quella che stavamo cercando e non proprio nel suo tipico ambiente naturale… so di non sapere perché, ma in fondo anche un’AQUILA DI MARE può scegliere dove (nei magredi), quando (stai cercando una passera scopaiola golanera) e da chi (Paolo & co.) farsi vedere. ..

 

Aquila di mare - Foto di Paolo Grion

Stesso identico discorso vale per la CICOGNA NERA… [Video di Ivano Candon]

 

Cicogna nera - Foto di Flavio Consonni


Piccola parentesi. A inizio anno vi avevamo invitati a partecipare alla nostra esplorazione & raccolta dati (Avifauna del FVG per tutte le Stagione) esortandovi a cercare “le specie mancanti”. Ecco, qualcuno di voi ci ha preso alla lettera. Sandro (Marescutti) per primo. La Passera scopaiola golanera non era mai stata documentata in FVG (e si tratta di una delle pochissime osservazioni documentate in Italia). Possiamo dire la stessa cosa per la COTURNICE ORIENTALE (meglio nota tra il vasto pubblico come CHUKAR)? Voglio dire, esistono segnalazioni pregresse e documentate di questa specie in FVG? Se dovesse capitarci di incontrarne una, che ne so, tranquillamente a passeggio nel parcheggio di un’area commerciale a Prata di Pordenone (Pn) come dovremmo comportarci e considerarla? Da dove dobbiamo immaginare che sia arrivata? E’ scappata di casa per andare a fare la spesa? So di non sapere cosa rispondervi a queste domande, ma ringrazio Giacomo Bonetti per aver condiviso con noi questa segnalazione.

 

Coturnice orientale / Chukar - Foto di Stefano Gentilini

Coturnice orientale / Chukar - Foto di Stefano Gentilini

Tranquilli, non è mica finita. No, perché passano pochi giorni ed è la volta di Angelo (Formentin). Anche lui si mette di impegno e come se niente fosse inoltra un messaggio che dice “MORETTA DAL COLLARE in Grotari a Marano Lagunare (Ud)”. Così, dal nulla, serenamente.

 

Moretta dal collare - Foto di Angelo Formentin

Moretta dal collare - Foto di Angelo Formentin

Moretta dal collare - Foto di Angelo Formentin

La reazione è più o meno: MORETTA DAL COLLARE!?!?! Altra nuova specie per il FVG. Le foto sono esplicite, un maschio (“Un bel maschio” direbbe qualcuno), non è che ci possano essere dubbi stavolta. Ma in questo caso sono altre le cose che so di non sapere. Per esempio, so di non sapere se questa creatura ha degli anelli alle zampe. Non sarebbe la prima volta che capita con qualche interessante creatura in zona o altrove in laguna (Gobbo rugginoso, Anatra marmorizzata, Smergo dal cappuccio…). Ma dopo alcuni giorni di permanenza (in RNR Valle Grotari e poi in RNR Valle Canal Novo) ci sentiamo di rassicurarvi sul fatto che nessuno ha visto anelli alle sue zampe. L’altra cosa che so di non sapere è come condividere questo messaggio senza conseguenze collaterali: dal primo marzo ad agosto l’accesso alla RNR Valle Grotari è precluso dal lato sud (che costeggia il canale navigabile) per tutelare le specie nidificanti (in garzaia e non) ed è accessibile soltanto dal lato nord (zona ville a schiera), lato dal quale non tutta l’area è facilmente visibile. Ora, si sa, siamo in Italia. Per quanto espliciti si possa essere nella comunicazione ci sarà sempre qualcuno che leggerà il messaggio, non lo capirà o (nei casi peggiori da parte dei soliti noti) lo comprenderà perfettamente ma farà finta che non lo riguardi. La tutela della vita e della natura deve essere una priorità per tutti noi (a costo di veder limitata la nostra libertà di fare quello che vorremmo fare). Non è sempre facile trovare un equilibrio tra tutela e condivisione, ma ci proviamo lo stesso. Così, informate le autorità competenti del rischio che qualche intruso si infiltri nell’area preclusa, la segnalazione viene condivisa e la Moretta dal collare se ne resta tranquilla per qualche giorno in RNR Valle Grotari (prima di trasferirsi sul lato oscuro della RNR Valle Canal Novo), ma solo in pochi si avventurano tra le ville a schiera per osservarla, convinti che sia troppo difficile da avvistare, in mezzo a una variegata marea di anatidi…

 

Anatrame vario con Morette & Marzaiole - Foto di Paolo Utmar

Anatrame vario con Morette grigie - Foto di Renato Castellani

Anatrame vario con Morette tabaccate - Foto di Renato Castellani

Morette tabaccate - Foto di Rossella Gioppo

Fistioni turchi - Foto di Angelo Formentin

Morette grigie - Foto di Angelo Formentin

Invece, lei se ne sta tranquilla, allo scoperto, lontana certo, fuori portata per chi vorrebbe far prevalere la soddisfazione di uno scatto in primo piano (e degli apprezzamenti conseguenti) alla salvaguardia e alla tutela di tutte le altre creature, ma noi ci accontentiamo così, da lontano, e sorridiamo.

 

Moretta dal collare - Foto di Renato Castellani

Moretta dal collare - Foto di Renato Castellani

Moretta dal collare - Foto di Renato Castellani

Moretta dal collare - Foto di Matteo De Luca


Tre nuove specie per il FVG in meno di un mese. Grazie di esservi messi d’impegno! Ma pensate che sia finita? Naaaa, illusi! Arriviamo al 29 marzo, siamo agli sgoccioli, prossimi ad aprile. Su idea e iniziativa di Fabio (Marcolin) siamo in convivio (commensale) per valutare l’opzione di un atlante comunale a Pordenone quando arriva una telefonata dal mago Silvan(o) (Candotto): “Ciao, ti ho mandato delle foto di un Orco marino strano che ho fotografato oggi pomeriggio in barca fuori in mare in RNR Foce Isonzo (Go), ti sono arrivate? Non vorrei influenzare il tuo giudizio ma io direi che è un ORCO MARINO DEL PACIFICO”. Intanto che parla in vivavoce con le opzioni tecnologiche che la telefonia ci offre prima si visualizzano le foto (ARGH!!!!!) e poi la guida (che razza di bestia è l’Orco marino del Pacifico?). E ci risiamo. Il “So di non sapere” si manifesta in tutta la sua onnipotenza. Intanto perché non si è mai vista in Italia una creatura del genere. E quindi non esiste nemmeno un nome corrispondente nell’elenco delle specie italiane più recente. Poi ci si mette anche la guida. O meglio, le guide. Perché l’ORCO MARINO DEL PACIFICO di un tempo (presente in quelle guide) ha perso la sua dualità e si è sdoppiato, trasformandosi in Orco marino americano e Orco marino di Stejneger. O almeno così dice la terza guida consultata. Ma quindi, l’ORCO MARINO DEL PACIFICO che fine ha fatto? In questa confusione terminologica, i compagni di merende ce la mettono tutta per essere di supporto (a me che so di non sapere e a Silvano che è in attesa di conferme) e il Giuss ci indirizza verso la soluzione dell’enigma escludendo orchi nostrani e confermandoci che si tratta sicuramente di un primo avvistamento per l’Italia. Resta il problema del dualismo cosmico (non è poi così Pacifico che sia Americano piuttosto che Siberiano). Andrè (Corso) ci aiuta a raddrizzare il tiro (un grazie a lui e anche a Silvio Davison e Marco Crivellari per il supporto indipendente nella stessa direzione) e l’ORCO MARINO DEL PACIFICO diventa ORCO MARINO DI STEJNEGER. Ah, scusate, mi sono dimenticato di farvelo vedere (se riuscite a trovarlo nelle foto). Ops!

 

Orco marino di Stejneger - Foto di Silvano Candotto

Orco marino di Stejneger - Foto di Silvano Candotto

Ok, so di non sapere. Ma un ORCO MARINO DI STEJNEGER?!? Suvvia, dai, concedetemelo. So di non sapere tante altre cose, ma questo, di sicuro, so di non saperlo proprio. Magari “proverò a saperlo” nei prossimi giorni dalla riva, se la bora dovesse smettere di soffiare…

 

Orco marino di Stejneger - Foto di Matteo De Luca

Non so voi, ma tutte queste osservazioni straordinarie in pochi giorni mi hanno un pochino stravolto e preso alla sprovvista. Ho bisogno di prendermi una pausa e di sedermi in un cantuccio riparato, a riflettere e respirare. Ho bisogno di un posto tranquillo, meritevole, vicino e lontano allo stesso tempo. Tipo, avete mai sentito parlare del progetto “Fossa Vecia” del comune di Fiumicello – Villa Vicentina (Ud) (& Paolo Utmar)?

 

https://www.comune.fiumicellovillavicentina.ud.it/it/news/premio-fvg-green-2025-l-assessore-regionale-scoccimarro-in-fossa-vecja

 

Ecco, potrei andare un attimo a sedermi lì, tra le cannucce del ripristino comunale. A respirare dopo tutto questo scombussolamento. E a riflettere su tante altre cose che so di non sapere. Per esempio, so di non sapere perché i PETTAZZURRI siano così schivi per la maggior parte del tempo con la maggior parte di noi e poi si presentino inaspettatamente docili e socievoli ad altri, così, come se niente fosse, talvolta mettendosi inaspettatamente a cantare. Che abbiano preso dalle Passere scopaiola golanera (e, anche in questo caso, abbiano una predilezione per Simone?)


Pettazzurro - Foto di Matteo De Luca

Pettazzurro - Foto di Simone Scognamiglio

Pettazzurro - Foto di Simone Scognamiglio

Pettazzurro - Foto di Simone Scognamiglio



Anche gli USIGNOLI DI FIUME più o meno fanno la stessa cosa. Ma sono meno attraenti e colorati e rischiamo di trascurarli in queste loro impreviste escursioni allo scoperto.

 

Usignolo di fiume - Foto di Simone Scognamiglio

Usignolo di fiume - Foto di Bruno Delbianco

Per i PENDOLINI, onestamente, non mi pongo la stessa domanda. Sono così ingenui e confidenti da fare perfino tenerezza. Viene quasi il sospetto che questa sia una delle cause del loro irreversibile declino (come nidificanti & non).

 

Pendolino - Foto di Rossella Gioppo

Pendolino - Foto di Simone Scognamiglio

E intanto che rifletto su tutte queste cose che non so mi accorgo di essere circondato. Prima un suono come quello di un rubinetto che perde a ripetizione squillanti gocce d’acqua, poi dei passi rapidi tra le cannucce e infine dei coraggiosi pollastrelli che camminano allo scoperto con le zampe immerse nella motta. Altra cosa che non so è il motivo di questa inusuale infestazione in corso: VOLTOLINI ovunque, tanto che qualcuno in RNR Valle Canal Novo (Ud) si è sbilanciato a stimarne almeno venti.

 

Voltolino - Foto di Paolo Zonta

Voltolino - Foto di Bruno Delbianco

Voltolino - Foto di Angelo Formentin

Voltolino - Foto di Bruno Delbianco

Voltolino - Foto di Flavo Consonni

Voltolino - Foto di Flavo Consonni

Voltolino - Foto di Rossella Gioppo

Voltolino - Foto di Rossella Gioppo

Potrei restare qui fino a notte fonda, a interrogarmi su tutte le cose che ancora non so. Prima del tramonto probabilmente verrebbe a trovarmi un GUFO DI PALUDE. O forse no. Perché anche lui sceglie con cura gli esploratori a cui concedersi, che sia in Fossa Vecia o in mezzo al golfo di Trieste (Davide Scridel) o dalla finestra di casa a Porcia (Chiara Valvassori).

 

Gufo di palude - Foto di Davide Scridel

Poi, al buio, nel silenzio, sentirei soffice il rumore di due zampette che danzano nella fanghiglia. E se avessi un occhio in grado di scrutare nel buio potrei vedere lo spettacolo che ci regala con il suo video Stefano (Sava): la passeggiata notturna del FRULLINO triestino.

 


Ma sono davvero tante le cose che ancora non sappiamo. Per esempio, le soluzioni ai quiz di questo mese. In realtà, se siete stati attenti fin qui, non credo abbiate davvero bisogno di una settimana per conoscerle.

 

Quiz 1 - Foto di Paolo Zonta

Quiz 2

E riflettendo su tutti questi interrogativi mi addormento, come un allocco nel suo finto rifugio.

 

Allocco diroccato - Foto di Bruno Delbianco

Al risveglio percepisco nell’aria che qualcosa è cambiato. Ciò che c’era non c’è più. Ciò che deve esserci non c’è ancora. E’ vero, una RONDINE non fa primavera, soprattutto se è spelacchiata, solitaria o in compagnia di un BALESTRUCCIO.

 

Rondine spanciata - Foto di Bruno Delbianco

Balestruccio - Foto di Bruno Delbianco

Balestruccio - Foto di Simone Scognamiglio

Ma si respira qualcosa di diverso, con la sensazione che da un momento all’altro tutto possa cambiare. Siamo al momento del cambio di stagione. Gli abiti vecchi non ci vanno più bene, ma quelli nuovi non sono ancora pronti. O così circola voce tra gli SVASSI.

 

Svasso cornuto prima - Foto di Rossella Gioppo

Svasso cornuto dopo- Foto di Rossella Gioppo

Se invece gli abiti sono pronti allora è ora di iniziare a darsi da fare, per qualcuno qui, per qualcuno altrove, se le acque in zona sono troppo mosse…

 

Svasso maggiore prima - Foto di Simone Scognamiglio

Svasso maggiore dopo - Foto di Rossella Gioppo

Svasso piccoli quasi calmi - Foto di Matteo De Luca

Svasso piccolo molto mosso - Foto di Stefano Sava

Pure le GRU sono irrequiete. Forse solo la nebbia le intrattiene ancora, per qualche istante, ma poi anche per loro viene il momento di prendere il volo.

 

Gru & Co. nella nebbia - Foto di Matteo De Luca

Gru & Co. a bordo strada

Gru, uno due tre... - Foto di Bruno Delbianco

Gru & Co. pronti via - Foto di Simone Scognamiglio


Ardeidi & co. appaiono ancora confusi. Sanno di non sapere cosa fare ancora della loro esistenza. Si interrogano se valga la pena, per quest’anno, soffermarsi in zona con intenzioni serie.

 

Gli Aironi bianchi maggiori, che programmi hanno? - Foto di Paolo Utmar

Spatole tra noi - Foto di Paolo Utmar

Fenicotteri ovunque - Foto di Matteo De Luca

Intorno a loro le anatre fremono. Alcune partono, altre arrivano.

 

Marzaiola di nome e di fatto - Foto di Angelo Formentin

Marzaiole vanno - Foto di Simone Scognamiglio

Morette tabaccate vanno? - Foto di Matteo De Luca

Fistioni turchi vanno o tornano? - Foto di Matteo De Luca

Qualcuna si ferma nel primo stagno che trova, sperando che sia quello buono.

 

Microscopica pozza, Germano reale 1 - Foto di Stefano Sava

Microscopica pozza, Germano reale 2 - Foto di Stefano Sava

Altre si sono stabilite da tempo nel loro angolino preferito e ricevono la visita incuriosita di ospiti limicoli.

 

Smerghi maggiori & Piro piro piccolo - Foto di Paolo Utmar

E i limicoli, anche loro, che programmi hanno? Fermarsi per un istante, salutarci e poi proseguire il loro volo verso lidi lontani?

 

Piro piro boschereccio, primi arrivi - Foto di Giorgio Andrea Avanzo

Beccaccino, prime partenze - Foto di Stefano Sava

Chiurlo piccolo, primi arrivi - Foto di Bruno Delbianco

Corriere piccolo, primi arrivi - Foto di Simone Scognamiglio

Oppure comparire, tra una raffica di vento e l’altra, e subito cercare il posto adatto in cui accucciarsi per tutta la stagione calda?

 

Beccacce di mare in coppia - Foto di Matteo De Luca

Cavaliere d'Italia, primi arrivi - Foto di Bruno Delbianco

Cavaliere d'Italia, prima coppia - Foto di Angelo Formentin

Ce lo chiediamo anche quest’anno, tutti noi amici della Spiaggia del Fratino tra Lignano Sabbiadoro e Marano Lagunare (Ud). I primi passi li abbiamo mossi. Le reti sono (quasi tutte) sistemate…

 

https://www.facebook.com/photo/?fbid=1508625671263508&set=a.631412335651517

 

Ora aspettiamo soltanto che le nostre principesse si sistemino sui loro troni…

 

Principessina CPD

Principessina CPC - Foto di Bruno Delbianco

AZD, la Regina della Spiaggia (ci strizza l'occhio)

E mentre fiduciosi attendiamo che risuoni nell’aria, da un momento all’altro, quella limicola annunciazione che sa ancora come farci brillare gli occhi (“Tortolino!”), vaghiamo per i campi alla ricerca di tutti i sassi in grado di muoversi…

 

Sassi che si muovono, versione OCCHIONE

Ma i campi sono (ancora) deserti. Vorrei dirvi che so di non sapere quale sia il motivo, ma intimamente lo sospetto fortemente. Manca tutto, in particolare i piccoli passeriformi. Giusto qualche sparuto CODIROSSO SPAZZACAMINO e qualche residua PISPOLA (che, stranamente, sembra prediligere i posatoi sopraelevati al prati).

 

Codirosso spazzacamino - Foto di Giorgio Andrea Avanzo

Codirosso spazzacamino - Foto di Simone Scognamiglio

Codirosso spazzacamino - Foto di Stefano Sava

Pispola in erba - Foto di Stefano Sava

Pispola in recinzione - Foto di Stefano Sava

Pispola in bosco - Foto di Stefano Sava

Piccoli e grandi predatori sembrano essere perplessi quanto noi.

 

Averla maggiore - Foto di Giorgio Andrea Avanzo

Averla maggiore - Foto di Bruno Delbianco

Smeriglio sconsolato posato

Smeriglio sconsolato in volo

Gheppi scaramucci - Foto di Simone Scognamiglio

Albanella reale perplessa - Foto di Simone Scognamiglio

Albanella reale ssp. ZSC - Foto di Luca Rossi

Falco di palude - Foto di Flavio Consonni

Astore & Co. rnacchia - Foto di Simone Scognamiglio

Astore & Co. rnacchie - Foto di Paolo Utmar

In assenza di prede alate saranno costretti tutti quanti a darsi all’iTTica?

 

Falco pescatore - Foto di Bruno Delbianco

O magari dovranno ripiegare verso l’universo strisciante.

 

So di non sapere il Biacco? - Foto di Stefano Sava

So di non sapere l'Orbettino? - Foto di Rossella Gioppo

So di non sapere la Lucertola muraiola - Foto di Paolo Zonta

Le LEPRI, per il momento, sembrano sentirsi al sicuro.

 

Verde di mattina, la Lepre si avvicina - Foto di Stefano Sava

Lepre pronta partenza - Foto di Stefano Sava

Ma è davvero così? Vecchi e nuovi predatori terrestri si aggirano in zona. Che, in questa invasione di campo, ci sia da stare davvero attenti al LUPO (o alla VOLPE) piuttosto che non (come sempre e soltanto) all’UOMO?

 

Attenti al LUPO? - Foto di Luca Rossi

Volpe volpona - Foto di Giorgio Andrea Avanzo

Volpe & Nutriona nutriente - Foto di Matteo De Luca

AttenDi (al)la Volpe

In questa invasione di campo, il rovescio della medaglia è proprio l’opzione che vi proponiamo, per l’ennesima volta. Quella di esplorare il vostro (e il nostro) giardino di casa, alla ricerca degli ospiti intrusi che si nascondono sotto i nostri occhi e il nostro naso.

 

Luì piccolo nel nostro giardino - Foto di Simone Scognamiglio

Codibugnolo nel nostro giardino - Foto di Ivano Candon

Zigolo nero nel nostro giardino - Foto di Rossella Gioppo

Picchio muratore nel nostro giardino - Foto di Simone Scognamiglio

Picchio rosso minore nel nostro giardino - Foto di Bruno Delbianco

Picchio rosso minore nel nostro giardino - Foto di Simone Scognamiglio

Picchio rosso mezzano nel nostro giardino - Foto di Rossella Gioppo

Picchio rosso maggiore nel nostro giardino - Foto di Bruno Delbianco

Gazza primaverile nel nostro giardino - Foto di Paolo Zonta

Ghiandaia primaverile nel nostro giardino - Foto di Paolo Utmar

Che sia per l’Urban Bird Blitz 2026 (organizzato anche quest’anno da EBN Italia per il 25 e 26 aprile), per l’atlante di Pordenone o per quello di Codroipo, ogni occasione è buona per lasciarci sorprendere da tutto ciò che è vita nell’universo che ci circonda e che, vi assicuro, non sapete di non sapere. O era un altro il mantra?

 

Nidificanti Tringa a Codroipo - Elaborazione di Marta Trombetta

Intanto, il viaggio esplorativo regionale prosegue e rinnoviamo l’invito, visto che sembra funzionare: aiutateci a trovare le specie che mancano! Che siano stravaganti o banali, a noi vanno bene tutte, ovunque si trovino, nidificanti e non. Se dovessero servirvi, Marta ha elaborato anche le mappe di confronto tra nidificanti (Provincia di Udine, 2014-2023 vs FVG 2025-2026). Così eventualmente, potete scegliere di andare a riempire i quadranti vuoti e, giusto per fare un esempio a caso, cercando la CINCIA BIGIA nelle zone dove manca tra costiera e carso…

 

Cincia bigia canterina - Foto di Bruno Delbianco

Cincia bigia a confronto - Elaborazione di Marta Trombetta

… potreste imbattervi in molti degli altri ospiti locali valorizzando questa gita fuori porta.

 

Falco pellegrino - Foto di Rossella Gioppo

Corvo imperiale - Foto di Bruno Delbianco

Passero solitario - Foto di Bruno Delbianco

Merlo solitario - Foto di Bruno Delbianco

Occhiocotto - Foto di Rossella Gioppo

Zigolo muciatto - Foto di Rossella Gioppo

E ora salutiamoci, così come ci siamo incontrati, ammettendo con sincerità che sappiamo di non sapere cosa ci attende da domani, tranne occasionali eccezioni...

 


… mentre possiamo sbilanciarci a dire, grossomodo, che sappiamo cosa è capitato fino a ieri.

 


Confesso che so di non sapere se domani arriverà davvero la tanto attesa migrazione o, al suo posto, un’astronave aliena a rapirci. Dovesse verificarsi questa seconda opzione, so di non sapere effettivamente quale forma potrebbe avere, ma sospetto che potrebbe assomigliare a questa…


Medusa o Astronave aliena - Foto di Stefano Sava


 

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