giovedì 28 febbraio 2019

Resoconto Mensile Tringa - Febbraio 2019


Prima di cominciare, vorrei fare una premessa che ritengo utile, costruttiva e doverosa.

Le parole scritte che trovate qui non sono mie, ma nostre.

Nostre, di chi esplora il territorio intorno a noi, lo vive e condivide in tempo reale le esperienze, considerando la conoscenza a portata di tutti uno strumento fondamentale per combattere l’ignoranza troppo spesso strumentalizzata.

Nostre, di chi le trova qui, le legge e in questo modo un poco le vive, anche a distanza, nell’unico modo talvolta disponibile per ritrovarsi insieme, in un contesto tecnologico che sempre più ci allontana invece di avvicinarci.

Nostre, di quelle voci che si stanno lentamente risvegliando, solitarie, troppo solitarie, dopo questa terribile stagione fredda 2018-19, ad una primavera, auguriamoci, non definitivamente silenziosa.

Perché certo, febbraio è uno dei mesi peggiori in FVG, da sempre, almeno nelle prime settimane, con gli svernanti che partono, lasciando ampi spazi vuoti su tutto il territorio che stentano ad essere colmati dalle prime nuove comparse a fine mese. E nemmeno gli sparuti canterini di quasi tutte le specie, che dai primi giorni del mese si riattivano, riescono a rivitalizzare le giornate, che proseguono silenziose e desolate per la maggior parte delle ore, quasi ovunque.

Non resta che confidare nel vociare delle GRU in transito verso nord, per quei fortunati che le sentono passare magari nella nebbia, nelle notti stellate o sopra la testa mentre si lavora ad Aurisina, Ts, come fossero un dono di compleanno in anticipo (il 21, Auguri Matteo Skodler!).

E nei giorni successivi, un poche ciascuno ad accontentare tutti, anche stanotte.

Piccoli occasionali lampi nella foschia di giornate per altro fin troppo calde e luminose, come la comparsa di una specie dal fascino indiscutibile, la MORETTA CODONA osservata da Paolo Utmar il 20 a Marina Julia, Go…

Disegno di Paolo Utmar

… che si alternano radi e quanto mai sporadici ad intere giornate trascorse inarrestabili (almeno fino al giorno 15, quando si chiude il sesto anno della raccolta dati della Stagione Fredda, in prossimo aggiornamento) alla ricerca (con Fabio del Piccolo) magari dell’unico OCCHIOCOTTO della provincia di Udine …


Foto di Marta Trombetta

Qualcuno allora si specializza (il nostro Zamix) nella ricerca di impronte, tracce, piste nella neve…

Seguendo il Fagiano di monte ... (foto di Gabriele Zamò)

... e continuando a seguirlo altrove... (foto di Gabriele Zamò)
 

... per poi passare al Francolino di Monte (Foto di Gabriele Zamò)...

 
... attraversando gli escrementi di Gallo cedrone (Foto di Gabriele Zamò)...

... proseguendo lungo una possibile pista di Lupo (Foto di Gabriele Zamò) ...

... verso la tana dell'Elfo dei Boschi...

Mentre altri decidono di rinunciare irrimediabilmente agli uccelli e puntare direttamente sui mammiferi (le foto del GATTO SELVATICO non posso mostrarvele, accontentatevi di un balzo di DONNOLA nel canneto…)



Un discorso a parte merita il GIPETO.



Per settimane un individuo di nome Kasimir, nato nel 2018 in cattività, marcato con satellitare e liberato nello stesso anno, ha vagato sui monti al confine tra FVG e Austria, con periodiche tappe nell’entroterra. Tuttavia, solo dopo oltre un mese (mannaggia alla nostra ignoranza e soprattutto a chi continua ad alimentarla per poi nutrirsene in questo trasandato paese, e chiudiamola qui…) abbiamo scoperto che grazie al lavoro dei ricercatori del Parco degli Alti Tauri era disponibile gratuitamente in rete ed accessibile a tutti il sito con le coordinate fornite dai gps (con ritardo di un paio di giorni) degli esemplari marcati all’interno del loro progetto. Con queste mappe e, indipendentemente da queste, con l’efficiente ed efficace attività di presidio del territorio da parte del Corpo Forestale Regionale, in particolare della Stazione Forestale di Paluzza (Marco Reputin, Paolo Stefanutti, Zeno Petrovich e gli altri, grazie davvero amici), che ha contattato l’animale senza minimamente sapere che fosse marcato, è stato possibile, con la loro supervisione, osservare e fotografare il GIPETO il 12 nei pressi di Timau, Ud, evento ancora decisamente straordinario in FVG (con una dedica a chi quel giorno ci ha lasciato).




Infine, con colpevole ritardo, va segnalata un’osservazione registrata in realtà già nel mese di gennaio nei dintorni di Rivolto (Ud), ma che ha necessitato di opportuni approfondimenti che hanno portato, grazie soprattutto alla perseveranza di Paolo Zonta (e di sua moglie) e alla sollecitudine di Gabriele Zamò, alla corretta determinazione dell’esemplare di “LOGO” (stiamo tuttavia ancora precisando la sottospecie calligrafica) che potete trovare qui sotto raffigurato.


Disegno di Paolo Zonta

Come saluto, una riflessione ed un piccolo quiz.

Per quelli che, nelle loro peripezie girovaghe, si trovano ad affrontare l’ignoto, in particolare un verso, un canto o un richiamo che non riescono a determinare. E le reazioni, si sa, sono le più disparate.

Da chi fa finta di non aver sentito nulla, che per alcuni è la realtà dei fatti.

A chi fa finta di non aver sentito nulla, per non dover affrontare l’idea di non sapere di cosa si tratti.

Per passare a chi non ha realmente idea di cosa si tratti, ma fa finta di saperlo (quanti ne conosciamo, i migliori sono!) e sparano una specie a caso, meglio di tutto se rara e accidentale (e senza prove mai).

Ed arrivare al caso estremo, di chi nel dubbio si straccia le vesti e si lancia nudo in corse folli e incontenibili, fino a che non viene inevitabilmente catturato e rinchiuso in una gabbia (dove per altro inizia a ripetere insistentemente il canto o il verso ignoto, entrando in simbiosi empatica con l’universo intero).

Oppure, con ostinazione e tenacia, c’è chi si impegna spasmodicamente nel tentativo di registrare la sonorità misteriosa… e qualche volta addirittura a stanare l’animale in questione.

E così stavolta vi lascio con questa registrazione, di cui conosco la soluzione che vi svelerò nei prossimi giorni (ma che al momento non ho rivelato ad alcuno, quindi, dovessi svanire nel frattempo, potreste non ricevere mai…). Vi invito a tentare la sorte e mandarmi le vostre ipotesi, vi avviso che il video con la risposta vi farà girare la testa (me ne scuso in anticipo).



 
 

giovedì 31 gennaio 2019

Resoconto Mensile Tringa - Gennaio 2019

Lo faccio solo per mantenere la parola data, ma questo terribile e desolante inverno 2018/2019 non mi facilita il compito in nessun modo.

A nome di Tringa FVG ho promesso che avrei cercato di fornirvi mensilmente un resoconto delle nostre osservazioni più interessanti, in genere sparse sul territorio e provenienti dalle località più disparate, collezionate nella maggior parte dei casi durante le peregrinazioni per la raccolta dati della Stagione Fredda (anzi, se volete collaborare siete sempre in tempo, contattateci!) e non tanto quindi focalizzate sulle località principali per il BW in FVG, già adeguatamente presidiate da altri e dalle quali ci giungono notizie di invidiabili ed invidiate osservazioni (vedi i report su ML EBN Italia di Angelo Scuderi, con Aquila di mare, Oca collorosso e Marco Sozzi nello stesso momento e nello stesso sito in zona RNR Foce Isonzo, e di Angelo Formentin, sempre con Aquila di mare in RNR Valle Canal Novo; si vede che gli Angeli hanno un rapporto preferenziale con le Aquile di mare...).

Ad ogni modo ci provo, per quel poco che siamo riusciti a raggranellare.

Sicuramente, l'osservazione più interessante del mese di gennaio è stata quella di cui potete osservare la foto qui sotto, scattata in data mercoledì 2 in uno dei luoghi magnetici del FVG, tra le rinomate località di Tomba di Buja e Tiveriacco di Majano (Ud), in grado di calamitare, soprattutto in periodo migratorio, le specie più improbabili, provenienti dalle più disparate località del paleartico (in questo caso direi Lombardia e Puglia; e grazie a Catia per la foto).


Poi, di alcune altre osservazioni vi abbiamo già fornito un malinconico epifanico report (vedi "Il Mare d'Inverno"), ma posso aggiungere che alle specie elencate e osservate in più occasioni EDREDONE, SVASSO CORNUTO, SVASSO COLLOROSSO, STROLAGA MINORE e MORETTA GRIGIA, sempre nella zona di lungomare tra la Foce del Tagliamento e Punta Faro a Lignano Sabbiadoro (Ud) e occasionalmente nelle acque lagunari retrostanti, hanno fatto la loro comparsa alcuni ORCHI MARINI e STROLAGHE MEZZANE, regolari altrove, più sfuggenti nelle imprevedibili perlustrazioni Tringa.
Restando in ambito lagunare, spostandoci più verso la RNR Foce Stella, si conferma per il terzo anno di fila la presenza e lo svernamento di almeno un individuo di FALCO PESCATORE, in un ambiente che, a differenza del deserto circostante, riesce occasionalmente a regalare qualche sorpresa, tipo un FRULLINO (11.01), una coppia di BASETTINI (11.01), qualche centinaio di AVOCETTE (17.01), alcune OCHE DEL CANADA (11-14-21.01) di origine pur sempre ambigua... e le 4 PESCIAIOLE comparse serendipitamente a fine mese (29.01).


Anche le GRU fanno ancora notizia, quelle poche che si fanno notare, un trio nei dintorni della RNR Foce Stella e una strana coppia tra Remanzacco e Moimacco (Ud)

(Foto di Bruno Dentesani)

Così pure i FISTIONI TURCHI del lago di Ragogna (Ud), presenza stabile in questi mesi, a colorare un piccolo residuo acquoso contornato da uno spelacchiato canneto in cui i TARABUSI competono in numero con le cannucce residue, con le enigmatiche RONDINI MONTANE che compaiono e scompaiono trasportate dalla brezza lungo il corso del vicino fiume Tagliamento.

(Foto di Renato Castellani)
 
O i sempre amichevoli MERLI ACQUAIOLI che periodicamente compaiono in pianura (20.01, Varmo (Ud))
 
(Foto di Paolo Zonta)

Se ci si allontana però dagli ambienti umidi, si materializza il dramma.

Chilometri e chilometri di nulla, per poi magari capitare casualmente nell'unico posto in cui si radunano in stormi misti specie comuni ed improbabili, a sostenersi moralmente in questa disperazione cosmica (Skodi e la sua mangiatoia ne sanno qualcosa).
 
 
(Foto di Matteo Skodler; se provate ad ingrandirla adeguatamente, con le corrette coordinate spazio temporali, noterete anche un Astore, alcuni Aironi guardabuoi e un sorvolo di Oche Lombardelle...)

Così, in alimentazione in mezzo alle stoppie, tra San Daniele del Friuli e Majano (Ud) può comparire casualmente, quasi invisibile in un bagliore di luce, un ORGANETTO ALPINO (10.01).
 
 
(Foto di Marta Trombetta; dopo questa foto, troppo competitiva nei confronti delle mie, la sua macchina fotografica ha pensato bene di auto-distruggersi... e rischiava di seguirla a ruota, o meglio sotto ruota, il mio cannocchiale, che si è fatto un paio di km comodo comodo sul tettuccio dell'auto...)

 

Oppure puoi trovarti a pochi passi da Codroipo (Ud) un albero interamente fiorito di fringillidi di vari colori incluse decinaia e decinaia di VERZELLINI, svernanti ormai regolari, ma davvero tanti tutti insieme, praticamente tutti lì.
 
 
(Foto di Renato Castellani)

Per il resto, cornacchie, il nulla, gabbiani (molte GAVINE), il nulla.
E poi ancora il nulla.

Non resta che spulciare tutti i mille mila fantastiliardi di Gabbiani reali (no, non così tanti, ma  sempre loro, solo loro, ovunque loro) per riuscire a trovare, in un posto a caso nei dintorni di Flaibano (ma davvero a pochi metri da dove è stata osservata l'Upupa a dicembre) un unico misero sperduto immaturo di GABBIANO REALE PONTICO (20.01). Ne troveranno poi uno adulto anche Paolo Utmar e Davide Scridel il 29.01 nel golfo di Trieste.


(Un grazie ad Alex Boldrini per la consulenza)

Ogni tanto, poi, in mezzo al nulla dei riordini fondiari, compaiono degli sparuti PIVIERI DORATI (19-27.01, Sedegliano, Pulotto), magari una brigata di STARNE (9-25.01, Fagagna e Pasian di Prato) o nugoli di COLOMBELLE (fino a 350 ne ha contate Paolo Utmar tra Aquileia (Ud) e Grado (Go)). Ma sempre di rado, molto di rado, anzi, quasi mai.


 (Foto di Pulotto)

Ci si prova allora a spulciare tra i residui ZIGOLI GIALLI, ma senza successo (Zamix & Tommy).

Inutile poi addentrarsi in territorio montano. 
Se la pianura è desolante, la montagna è pura estinzione. 
Il silenzio è l'unico compagno di avventura che incontrerete.
E non venite a dirmi che è sempre stato così.
Ho percorso i medesimi sentieri nelle medesime epoche andate.
E non mi sentivo mai così sconsolatamente abbandonato e solo.

Restano in alternativa alcune zone boscate collinari.
Ma pure qui, sempre in riferimento ai medesimi sentieri di cui sopra, anche solo per trovare un'invisibile squadriglia di Vietcong Alieni (leggi USIGNOLI DEL GIAPPONE) bisogna faticare come non mai in passato, e di contorno un bel mazzo(lin) di nient'altro.


E tuttavia, anche qui, verosimilmente in località a caso, si finisce per essere occasionalmente circondati da TORDI SASSELLI, a secchiate, frammisti ad altre specie a caso. 

Per poi ritrovarsi inevitabilmente immersi nel suono dei propri pensieri, e null'altro intorno.

Ed ecco a voi, in sunto, il nostro disarmante gennaio Tringa FVG 2019.

 

lunedì 7 gennaio 2019

Il Mare d'Inverno



"Il mare d'inverno è un concetto che il pensiero non considera.
E' poco moderno, è qualcosa che nessuno mai desidera" (cit.)

Lontano dalla folla e da caotici ed infuocati festeggiamenti, l'alba velata dell'epifania 2019 prende forma sulle increspature lievi di un gelido mare Adriatico, con il Fiume Tagliamento che tenta di farsi spazio nell'ostilità dell'alta marea.

Fare birdwatching e raccogliere dati utili in questa desolata stagione fredda 2018-19 è un'impresa ardua per l'allegra brigata Tringa, lo hanno sperimentato con mano non pochi amici incontrati negli ultimi giorni (un saluto a tutti voi, ovunque ora siate, ed un arrivederci a presto).

La (ex) provincia di Udine in questo periodo appare cruda, spoglia, silenziosa e parca di soddisfazioni, mentre tutte le rarità sembrano radunarsi tra il golfo di Trieste (TS) e le RNR Foce Isonzo (GO) e Valle Cavanata (GO), dove le speranze di curiosi appassionati si mescolano alle brame di indomiti fanatici e inguaribili visionari.

Ed anche il suo mare si dimostra avaro, centellinando piccole e dilazionate perle a chi si accanisce ostinatamente ad esplorarlo, con una pazienza al limite dell'esasperazione. E' pur sempre Alto Adriatico, e non Alto Tirreno...

Così, quando uno solitario SVASSO CORNUTO compare e scompare, sperduto tra i blandi flutti, nella grigia vastità delle acque, la giornata potrebbe già considerarsi un successo. Docili e confidenti, a decinaia e decinaia potete contarne nel golfo di Panzano (GO), qui tuttavia scovarne uno, e uno soltanto, è già un dono oltremodo gradito.
 
 
(Per quelli che si dilettano ad indagare i metadati delle foto, vi confesserò subito che la maggior parte delle immagini che troverete qui sotto non riportano la data di ieri, anzi, ma è già tanto che io abbia la possibilità di fornirvi delle immagini "comprensibili" scattate ad ogni modo tutte quante nelle medesime località, frequentate nell'arco di questa ultima Stagione Fredda)

Meno insolita ma pur sempre gradevole la presenza di una STROLAGA MINORE.
 

Tutto il resto poi rapidamente si dissolve nel riverbero del pallido sole.
All'altro capo del litorale, dove a Punta Faro il mare incontra la laguna interna, e si confonde in lei, altre singole sorprese puntiformi allietano il proseguo della giornata, che stenta comunque a riscaldarsi, con la temperatura che si attarda pigramente sotto quota zero.

C'è un EDREDONE che ha deciso da qualche tempo di frequentare la zona, in esilio rispetto ai suoi innumerevoli consimili che presidiano stabilmente le adiacenze del porto di Duino (TS).
 

E poi, nascosta tra i pilastri di un pontile, fa capolino un'altra rarità per la Stagione Fredda nei territori udinesi, lo SVASSO COLLOROSSO, a completare quella cinquina assai più facile altrove, ma alquanto improbabile in questi reconditi siti.


Comincia l'afflusso di gente, il mare scompare nel riverbero, la perlustrazione prosegue verso l'entroterra lagunare, dove, tra FENICOTTERI e MORETTE GRIGIE, sarà una SPATOLA l'osservazione più interessante, specie ormai da anni regolarmente svernante in numeri anche consistenti tra RNR Valle Cavanata (GO) e RNR Foce Isonzo (GO), di comparsa solitaria da qualche inverno anche in laguna di Marano (UD).
 

Silenziosamente, un'altra giornata sbiadisce.

"Punti invisibili rincorsi dai cani, stanche parabole di vecchi gabbiani.
E io che rimango qui, solo, a cercare un caffè" (cit. E.R. e compagnia)

(Non è vero, è risaputo che il caffè non lo bevo)


Anno nuovo, Tringa nuova


Venerdì scorso si è svolto il primo fondamentale evento del nuovo nodo 'TRINGA FVG', la prima cena ufficiale! con la presenza di parte del consiglio direttivo di EBN Italia (Luciano e Andrea con le rispettive famiglie) e, assieme a loro, altri soci EBN (ciao amici!) provenienti da varie regioni d'italia, giunti appositamente in Friuli per godersi questo angolo di Stagione Fredda.





Insieme alla rituale foto di gruppo, cogliamo l'occasione per condividere qui sotto con tutti voi anche lo spirito del nascente nodo. 

"Il nostro desiderio è di dare risalto ad alcuni valori che già sono espressi nello statuto dell'associazione EBN Italia all'articolo 6, ma che talvolta vengono trascurati, ovvero una condivisione spontanea,  PersonaleGratuita e Senza fini di lucro, ovvero privilegiando chi davvero si impegna e si sacrifica in prima persona e non invece chi semplicemente sfrutta a proprio piacimento, spesso appropriandosene indebitamente a fini privati o per puro egocentrismo, i dati altrui, e li mistifica, dimenticando spesso e consapevolmente di citare le persone realmente coinvolte. O peggio ancora, li dimentica in un cassetto e li lascia ammuffire.

Infatti, un altro valore fondamentale nella condivisione di quella che riteniamo una passione è la Tempestività, nei tempi e nei modi consentiti, della segnalazione, già sottolineata nel regolamento della ML di EBN Italia, l'unico modo per rendere partecipi amici vicini e lontani del fascino della natura che ci circonda. Perdonerete, spero, il nostro biasimo nei confronti di chi fornisce indicazioni volutamente tardive (credibili o meno che siano, ormai prive di testimoni) che non hanno affatto lo scopo di tutelare la specie (ma piuttosto l'osservatore per motivazioni varie e quasi sempre di interesse meramente privato). 

Infine, con riferimento al decalogo del Birdwatcher, che trovate sempre sul sito di EBN Italia, faremo il possibile perché la nostra presenza nella natura sia il più possibile "impercettibile" e non rimbombante della nostra arrogante mania di protagonismo, amplificata spesso da imbarazzanti casse di risonanza per attirare l'attenzione umana più che avifaunistica, mettendo al centro l'individuo e il suo interesse e non certo l'ambiente e la natura. 

In sostanza, vorremmo che la condivisione fosse un dono umile e non un pretendere, valorizzando gli esseri viventi e non la presunzione umana di accentramento e possesso.

Non sarà facile, già lo sappiamo, ma ci proveremo.
E coinvolgeremo chi sarà disposto come noi a fare questo immane tentativo."


Tringa FVG






sabato 29 dicembre 2018

Ultim'ora: ZIGOLO GOLAROSSA a Sedegliano (Ud)


Vi rubo giusto il tempo per una notizia lampo.
 
Nel tardo pomeriggio di ieri, 28 dicembre, esattamente nel giorno in cui Nonno Birder Guido Perdisa, altrove, trasforma lo ZIGOLO GOLAROSSA nella sua 365a specie annuale (un saluto a lui, e complimenti!), un individuo della stessa specie si fa trovare in modo platealmente fortuito in mezzo ad un nugolo di Zigoli gialli e Fringuelli, misti ad innumerevoli altri intrusi (inclusi due Organetti alpini), sulla sponda magredile sinistra del fiume Tagliamento all'altezza di Turrida di Sedegliano (Ud).
 
 
Prima di dileguarsi, si concede giusto il tempo per dare ulteriore ennesima conferma, sempre che ce ne fosse bisogno, alle mie pessime abilità di fotografo, prive di qualsiasi propensione al miglioramento nonostante la strumentazione idonea. Tanto che, complice la mia solita maleducazione, totalmente sguarnita di un minimo briciolo di cavalleria, nemmeno riesco a condividere l'osservazione con Marta, dal lato sbagliato dell'auto, che potrà testimoniare l'osservazione solo postuma dallo schermo della macchina fotografica.
 

 
Ricontattato oggi 29 dicembre nel medesimo sito da Pulotto, probabilmente si accompagna almeno ad un altro individuo potenzialmente conspecifico, ma dai caratteri meno evidenti se non "ambigui". Privo per altro di testimonianze fotografiche, neppure di pessima qualità.
Stesso motivo per cui non dovrei accennare al fatto che, sempre ieri, ormai quasi al tramonto, per un istante su un ramo insieme ai "più grandi" Zigoli gialli ha fatto la sua comparsa (nell'inquadratura del cannocchiale) uno Zigolo alquanto "Pusillo" dalla guancia aranciata... ma fate conto che non vi ho detto nulla, il tempo di prendere la macchina fotografica e non avevo più l'ombra del soggetto da fotografare...

Una (gola) rossa ciliegina, su una torta territoriale spesso desolata e desolante, quando non nebulosa, dalla quale occasionalmente, sporgendo il lungo collo, riescono a trapelare barlumi solitari di GRU...
 
 
In chiusura, un suggerimento: state sempre all'erta, perché qualcuno silenzioso vi osserva...


(Pss psss a quanto pare sembra che prosegua senza tregua anche per questa Stagione Fredda la pacifica invasione intorno a noi del PICCHIO ROSSO MEZZANO già notata durante l'inverno precedente ("Un inverno davvero mezzano") ... Occhi aperti!
 




domenica 23 dicembre 2018

L'Upupa di Flaibano, un "galletto marzolino" a dicembre

di MARTA TROMBETTA featuring ALEXANDRA MARESCHI
Ieri, sabato 22 dicembre, è stato osservato e fotografato da Alexandra Mareschi, che ringraziamo per averci dato la possibilità di condividere anche qui la sua osservazione, un individuo di Upupa tra le case dell’abitato di Flaibano. Dalle informazioni da lei forniteci pare che l’individuo si trovi in zona da circa un mese e sia stato osservato più volte dai residenti.

(Foto di Alexandra Mareschi)

L’upupa è considerata specie migratrice regolare e nidificante in provincia. L'individuo osservato da Alexandra e dai suoi familiari è il secondo caso confermato di presenza della specie in regione durante la stagione fredda. La prima segnalazione risale al gennaio 2015 quando un individuo era stato osservato da Ylenia Cristofoli (ed altri) per più settimane nei pressi del carnaio della RNR Lago di Cornino, in alimentazione vicino alle casse e ai bidoni contenenti scarti e rifiuti (Vedi "Avifauna della Provincia di Udine - La Stagione Fredda", ed. 2016, pag. 160).
Dati simili sono stati registrati negli ultimi anni anche in altre zone d’Italia, a suggerire una possibile evoluzione nel comportamento migratorio di alcuni individui e nella conseguente fenologia della specie. Qui sotto la mappa delle segnalazioni della specie in provincia di Udine durante la stagione fredda. Occhi aperti, ed aiutateci ad aggiornarla in tempo reale!



lunedì 10 dicembre 2018

STROLAGA BECCOGIALLO (Gavia Adamsii)

Il ponte dell'Immacolata quest'anno ha dato modo a molti birdwatchers di giungere nella nostra regione F.V.G. per osservare una rarità: la Strolaga beccogiallo.
La specie in Italia è considerata accidentale e quindi la sua presenza è ritenuta di notevole interesse.
Giovedì 6 Dicembre 2018, sul litorale tra Duino e Villaggio del Pescatore in provincia di Trieste, è stata contattata da un gruppo di lombardi: Mirko Galuppi, Jacopo Barchiesi, Jacopo Ferrario, Lorenzo Laddaga, Silvia Pelti e Irene Vertua. Indipendentemente da loro, nella stessa giornata, viene individuata anche dal veneto Fabrizio Cimino. Da qui inizia il tam tam che rapido si propaga facendo suonare i cellulari di molti appassionati in tutta Italia e, avendo davanti un paio di giorni festivi a disposizione, molti di questi hanno pensato subito: "Si parte!!!".
La Strolaga beccogiallo è la più grande tra le strolaghe ma la caratteristica che la contraddistingue è il becco che in tutte le età è molto chiaro tendente dal camoscio al giallo.
E' una specie che nidifica nella Russia artica e sverna nel Mare di Bering, sulle coste della Norvegia e nel Pacifico settentrionale; per questi motivi è ritenuta una specie accidentale.
L'individuo è un giovane del primo anno.
La strolaga si è fatta osservare molto da vicino dato che frequentava le acque sotto riva, presso i porticcioli, nutrendosi oltre che di pesciolini anche di granchi e seppioline che possono digerire ingoiando piccole pietruzze che aiutano a macinare il nutrimento nello stomaco.



Il nome scientifico del genere, Gavia, è un termine latino usato in origine per indicare un uccello marino; il nome della specie, Adamsii, invece onora Edward Adams (1824-1856), un chirurgo navale e naturalista britannico che ha studiato numerose specie in diversi viaggi nell'Artico.
Le strolaghe sono note come provetti uccelli tuffatori: possono immergersi per cercare il cibo fino a 60 metri di profondità in virtu' non solo delle dita palmate e delle zampe poste verso la parte posteriore del corpo ma anche delle loro ossa che, a differenza della maggior parte degli uccelli in cui sono cave, nelle strolaghe sono compatte. Sono inoltre capaci di comprimere le piume del corpo e di espellere le bolle d'aria trattenute e perfino di regolare la capacità di galleggiamento (cit. Latino per birdwatcher - R.Lederer & C.Burr).
 
Il loro canto ricorda un "miagolio": canto della strolaga beccogiallo

Immaginando terre artiche lontane un pensiero va al lungo viaggio che di nuovo l'aspetta.
In questi giorni il suo pubblico eravamo noi...


...e chissà se tra il suo nuovo pubblico ci sarà anche qualche orso polare!

Zamo' Gabriele