lunedì 1 giugno 2026

Resoconto Mensile Tringa - Maggio 2026

 

Non chiedetemi di ricordare, di concentrarmi, di prestare attenzione. Non ce la posso fare. In questi giorni, in queste settimane, in questi mesi la percezione del mondo reale ha perso la sua consolidata struttura lasciando campo libero a sensazioni distorte, vaneggiamenti, illusioni. Il mondo della concentrazione e dell’attenzione si è trasformato in una memoria vaga e fantasiosa. La quotidianità ha assunto connotati nuovi. Ogni azione, ogni gesto, ogni passo nasconde un’insidia e richiede di essere ponderato. E tutte le nostre precauzioni potrebbero, comunque, essere vane. E’ in atto un processo di deterioramento dell’Universo e noi ne siamo impotenti testimoni. Potrebbe essere soltanto un percorso interiore, intimo e personale, ma ho il fondato sospetto che stia capitando a livello globale, anche se buona parte di noi finge di non rendersene conto o, semplicemente, è ormai parte integrante del processo e non è più in grado di percepirlo. Le nostre sensazioni si sono trasformate senza che la nostra consapevolezza abbia avuto modo e tempo di prenderne atto. E tutto ciò che viviamo si sta trasformando gradualmente (o rapidamente) in una realtà virtuale, fittizia, artificiale. In un miraggio che i nostri occhi stentano a distinguere dalla realtà.

 

Il Miraggio dell'Ortolano - Foto di Pietro Zamò

Con queste premesse, vi sarà facile comprendere che realizzare una sintesi del mese appena trascorso sarà un lavoro arduo, puntellato a stento su poche idee ma ben confuse, evaporate nell’insana calura di questi ultimi giorni. Possiamo provare a partire dalla fine. Da quel breve sunto delle osservazioni più interessanti documentate e condivise in tempo reale (o quasi, anche perché abbiamo appena detto che la percezione del tempo non è più reale, quindi non meravigliatevi se troverete in elenco un paio di osservazioni di cui non vi è mai giunta voce).

 



Proviamo a usare questo riepilogo come una scaletta percorrendola gradualmente a parole e immagini, come fosse un filo d’Arianna, per non perderci nelle profonde oscurità della nostra memoria, che si inabissa, senza ritorno, peggio di un’inaccessibile grotta pelagica. E dal pelago partiamo allora. Con la squadriglia di ORCHETTI MARINI che si attarda in visita a Duino (Ts) e la flotta di BERTE MINORI che ci controlla da lontano (con aria tutt’altro che minacciosa, a differenza di altre flotte) facendo da scorta alle nostre imbarcazioni.

 

Orchetti marini & La Stagione Calda - Foto di Paolo Utmar

Orchetti marini & La Stagione Calda - Foto di Paolo Utmar

Flottiglia di Berte minori - Foto di Paolo Utmar

Dalle acque costiere passiamo a quelle interne, nascoste, misteriose e segrete, intricati meandri tra rii dimenticati e torbiere del pordenonese, dove da febbraio compaiono e scompaiono intriganti soggetti di CICOGNA NERA. Quali saranno le loro vere intenzioni? Non ci dispiace lasciarci cullare dalla suggestione che abbiano finalmente trovato un’ospitale dimora…

 

Cicogna nera, cosa stai combinando? - Foto di Gabriella Pignattone

Prima che la calura faccia evaporare ogni singola pozza residua, andiamo a spulciare tra i limicoli se per caso il mese di maggio è disposto a farci dono di qualche preziosa perla. Giusto un paio di GAMBECCHI FRULLINI, puntuali al loro posto in laguna di Marano (Ud) nei giorni in cui regolarmente compaiono.

 

Gambecchio frullino & Co. - Foto di Giosuè Cuccurullo

E magari un estemporaneo FALAROPO BECCOSOTTILE in RNR Valle Canal Novo (Ud) che si posa e si invola nell’istante di due singoli scatti.

 

Falaropo beccosottile "Mi fermo un attimo" - Foto di Angelo Formentin

Falaropo beccosottile "Riparto subito" - Foto di Angelo Formentin

Sorte esattamente simile a quella del GABBIANO ROSEO in RNR Foce Isonzo (Go) durante il Global Bird Day, se non fosse che lui nel tempo di due scatti nemmeno si posa. Incurante di tutto e tutti sorvola l’osservatorio con un rapido battito d’ali e si allontana per sempre.

 

Gabbiano roseo "Passando in... Marinetta" - Foto di Fabrizio Florit

Discorso opposto per i confidenti GRILLAI che negli ultimi anni compaiono sempre più numerosi tra aprile e maggio, un poco ovunque in regione, in tutte e quattro le province. Sono davvero aumentati loro o sono aumentati gli osservatori (con gli opportuni suggerimenti dei nostri occulti consiglieri, vicini e lontani, che approfitto ancora una volta per ringraziare) in grado di prestare attenzione alle loro unghie, alle loro guance, alle loro infinite e ingannevoli sfumature?

 

I mille volti del Grillaio - Foto di Ivano Candon

I mille volti del Grillaio - Foto di Simone Scognamiglio

I mille volti del Grillaio - Foto di Angelo Formentin

I mille volti del Grillaio - Foto Bruno Delbianco

I mille volti del Grillaio - Foto di Paolo Zonta

I mille volti del Grillaio - Foto di Stefano Sava

I mille volti del Grillaio - Foto di Stefano Sava

E visto che ci siamo, parlando di rapaci, suggeritori e miraggi ingannevoli, un grazie a tutti gli amici (dal GIUSS a ANDRE’ e tutti gli altri) che ci hanno aiutato a uscire dall’inganno dei sensi trasformando in POIANA la nostra illusione di CODABIANCA.

 

L'ennesimo inganno della Poiana - Foto di Luca Rossi

Poi ci sono i passeriformi. Compresi quelli che una volta erano considerati comuni, banali e scontati e che oggi sono in tutto e per tutto delle rarità, tanto che ogni loro incontro merita una documentazione, per quanto sfuocata e lontana. Il miraggio dell’ORTOLANO avete già avuto modo di apprezzarlo, ora potete gustarvi quello dell’AVERLA CENERINA.

 

C'era una volta l'Averla cenerina - Foto di Pietro Zamò

Altri sono da sempre rarità e ogni avvistamento ci regala una scarica di adrenalina (anche quando un messaggio premonitore ci aveva allertati (cit. GIUSS) “Ocio… primi STORNI ROSEI in Austria orientale”). E’ vero che, visto il preludio (due osservazioni in due giorni in anticipo sul calendario consueto), dobbiamo confessare che per quest’anno ci saremmo aspettati qualcosina di più (magari non la “consueta invasione” prospettata ingenuamente da qualcuno, ma almeno qualche spizzico di rosa altrove…). Ma è anche vero che se fossero stati più numerosi avrebbero perso buona parte del loro intrigante fascino.

 

Storno roseo in Prima Visione Assoluta - Foto di Gabriele Zamò

Visto che ci siamo, vi possiamo mostrare anche un paio di scatti di una creatura che ci piacerebbe da sempre incontrare, ma che se ne resta quasi sempre al di là del confine del nostro universo (non troppo lontana, ma sempre comunque in terra straniera). Che poi in questo caso non dovrebbe chiamarsi BIGIA PADOVANA quanto, piuttosto, SLOVENA.

Bigia padovana ssp. Slò - Foto di Stefano Sava

Bigia padovana ssp. Slò - Foto di Stefano Sava


Bene, ora che la scaletta è finita ci troviamo a barcollare nel vuoto senza alcun ausilio e senza corrimano. Tentennare è inevitabile. Dobbiamo puntare i piedi saldamente e aggrapparci a ogni minimo supporto ci venga fornito o suggerito dalla nostra vocina interiore. “Concentrati sulle priorità. Sulle cose che hanno davvero valore. Su ogni strada che abbia un cuore”. E ce ne viene in mente una. Una alla quale siamo affezionati. Alla quale in questi anni abbiamo dedicato una parte del nostro cuore e che ci ha regalato vive emozioni. La Spiaggia del Fratino di Lignano Sabbiadoro (Ud). Negli ultimi anni il contesto è cambiato. Il nostro cuore ha subito delle ferite (e continua a subirne) per mano delle avversità atmosferiche, della Natura (quella selvatica), della (non) “Natura” (quella domestica) e, soprattutto (ci spiace davvero dirlo), degli esseri umani e delle loro (nostre) passioni che diventano perversioni (quando dimentichiamo la retta via della “priorità alla tutela della specie” per dare spazio ad altro...). E’ presto per raccontarvi cosa sta succedendo (davvero) in Spiaggia del Fratino quest’anno. Non tutte le notizie che arrivano sono rosee (anzi, alcune non sono nemmeno corrette, ma respiriamo e portiamo pazienza, ricordando che la priorità è la tutela di queste piccole e meravigliose creature, non il nostro metterci in luce abusando di loro). Una tra tutte però ve la vogliamo anticipare. Con il cuore in frantumi. AZD è scomparsa. Tenete per buono questo termine, per il momento. La Regina della Spiaggia è scomparsa. Concedeteci l’illusione di sperare, ancora per qualche giorno, che gli indizi che abbiamo raccolto ci stiano ingannando. Ma da un colpo simile non sarà facile riprendersi. Continueremo a vegliare sulla spiaggia e sui suoi ospiti. Se lo meritano. Ce la mettono tutta. Ma qualcosa si è incrinato (da un paio di anni, in realtà, ormai) nel fragile equilibrio della Spiaggia e ogni sforzo per ricreare la serenità nel sito appare (anche in questo caso) un vano miraggio. Forza amici FRATINI!

 

Io sto con il Fratino - Foto di Simone Scognamiglio

Io sto con il Fratino

Io sto con il Fratino - Foto di Simone Scognamiglio

Io sto con il Fratino

Che le nostre attenzioni per voi non siano (ulteriore) motivo di tormento e sofferenza e non vi costringano a disertare la Spiaggia in cerca di siti meno “a portata di mano”…

 

Piccoli Fratini crescono (fuori portata) - Foto di Matteo De Luca

Che poi, nemmeno i vostri compagni di merende se la stanno passando troppo bene quest’anno. Anche i CORRIERI PICCOLI hanno visto andare in fumo i loro progetti. Ci sarà tempo per rimediare?

 

Provaci ancora Corriere piccolo - Foto di Simone Scognamiglio

A Pordenone, a quanto pare, si direbbe di sì. La raccolta dati per l’Atlante comunale procede e qualche piccola soddisfazione gli appassionati esploratori se la meritano. Che poi, visto il nome della specie, è quasi ovvio che trovino adatta per nidificare l’area di deposito e parcheggio dei mezzi usati dagli umani CORRIERI espressi.

 

Corriere piccolo ssp. Pordenonensis Bartolini - Foto di Massimo Bozza

Corriere piccolo ssp. Pordenonensis TNT - Foto di Massimo Bozza

Corriere piccolo ssp. Pordenonensis GLS - Foto di Massimo Bozza

Raccolta dati. Ah, sì. E’ iniziata una nuova Stagione Calda, ma a noi in realtà poco cambia. Ormai il progetto (Tringa FVG) è quello di esplorare la regione in tutte le stagioni. Ad ogni modo, come sta andando la Stagione Calda, dal mare ai monti? Qualcuno si è messo d’impegno, a campo largo, proprio dai mari ai monti. Gli SMERGHI MAGGIORI pullulano dalle acque costiere ai rii montani.

 

Smergo maggiore formato famiglia  - Foto di Stefano Sava

Smergo maggiore & Co.  - Foto di Simone Scognamiglio

Smerghi maggiori in gita al fiume - Foto di Luciano Silei

Primo quiz della giornata: trovate l’intruso!

 

Trova l'intruso - Quiz - Foto di Giorgio Andrea Avanzo

Gli Smerghi non sono gli unici a pullulare. Anche altri acquatici sono alle prese con nidi e prole.

 

A casa del Cigno reale - Foto di Paolo Utmar

La tana della Folaga - Foto di Paolo Utmar

Tantine Volpoche - Foto di Paolo Utmar

Germani reali ("ingrandimento rapido") - Foto di Stefano Sava

Moriglioni guardinghi & no

Qualcuno invece non ha le idee molto chiare e vaga alla ricerca di compagni e territori adatti.

 

Casarca in vacanza? - Foto di Paolo Utmar

Poi ci sarebbero da controllare gli ardeidi e le loro garzaie. Quest’anno qualcosa probabilmente ci è sfuggito. Non siamo stati efficaci e puntuali in tutto e dappertutto. Abbiamo però la sensazione che più di qualcuno abbia anticipato i tempi e già a maggio buona parte degli appartamenti nelle colonie fosse già sfitto. Tra giugno e luglio controlleremo i ritardatari, confidando che ci sia posto per tutti.

 

Airone rosso che vai - Foto di Bruno Delbianco
Airone rosso che trovi - Foto di Flavio Consonni

Nitticore multiformi - Foto di Luciano Silei

Tarabusino che alla campagna vai - Foto di Rossella Gioppo

Tarabusino che alla cannuccia torni - Foto di Rossella Gioppo

Tarabusino vestito a sera - Foto di Luciano Silei

Sgarza ciuffetto nel vento - Foto di Paolo Utmar

Sgarza ciuffetto a passo di canna - Foto di Luciano Silei

Sgarza ciuffetto vola - Foto di Rossella Gioppo

Sgarza ciuffetto allo specchio - Foto di Bruno Delbianco

Airone guardabuoi "Sono rimasto solo" - Foto di Giorgio Andrea Avanzo

Ibis sacro "Il Gatto e la Volpe" - Foto di Giorgio Andrea Avanzo

Io Fenicottero - Foto di Simone Scognamiglio

Le garzaie però non sono le uniche colonie da tenere d’occhio. Tra gabbiani e limicoli qualche ospite interessante potrebbe sempre fare capolino.

 

Gabbiani reali delle rocce - Foto di Paolo Utmar

Gabbianello sfrontato - Foto di Giosuè Cuccurullo

Sterna comune in dirittura d'arrivo - Foto di Simone Scognamiglio

Sterna zampenere "Chi lo vuole sto cibo?" - Foto di Angelo Formentin

Cavalieri d'Italia difendono la fortezza - Foto di Matteo De Luca

Trova la Beccaccia di mare - Foto di Matteo De Luca

Anche i limicoli vagabondi (tipo il PIRO PIRO PICCOLO) potrebbero regalare sorprese, un po’ come gli Smerghi, dalla costa all’alta montagna, passando per il comune di Pordenone…

 

Piro piro piccolo delle tempeste - Foto di Simone Scognamiglio

Piro piro piccolo da passeggio - Foto di Giorgio Andrea Avanzo

Piro piro piccolo delle rocce - Foto di Luciano Silei

Dalla costa alla montagna. Ma sarà vero? Ogni volta ci facciamo la stessa domanda e ogni volta i dubbi ci restano. Sono tante le specie che in periodo riproduttivo osserviamo sparpagliate su tutto il territorio e pensiamo che in un modo o nell’altro potrebbero trovare un posticino adatto. E’ la solita questione irrisolta del “codice atlante”. Quanto vale davvero la nostra interpretazione della loro presenza e del loro comportamento e quanto invece valgono le loro intenzioni e tutto ciò che a noi sfugge? Alcune creature sono più insidiose di altre. Tra loro, solo per fare un esempio, c’è sicuramente l’AVERLA PICCOLA.

 

Averla piccola - Foto di Simone Scognamiglio

Averla piccola - Foto di Pietro Zamò

Averla piccola - Foto di Stefano Sava

Averla piccola - Foto di Simone Scognamiglio

Averla piccola - Foto di Paolo Utmar

Ma lo stesso discorso vale per molte altre specie, compresi quasi tutti i rapaci, sia quelli in migrazione tardiva (come il FALCO PECCHIAIOLO), sia quelli che si spostano di chilometri dai siti di nidificazione, sia quelli che non hanno ancora le idee chiare sul loro futuro (immaturi o adulti che siano), sia quelli che magari le intenzioni le avrebbero anche serie ma non riescono concretizzarle.

 

Falco pecchiaiolo dove vai? - Foto di Massimo Bozza

Biancone in fuga - Foto di Stefano Sava

Biancone dei tralicci - Foto di Bruno Delbianco

La Poiana, questa sconosciuta - Foto di Pietro Zamò

Albanella minore a metà - Foto di Simone Scognamiglio

Falco di palude vagabondo - Foto di Simone Scognamiglio

Falco pescatore "Cosa ci faccio qui?" - Foto di Matteo De Luca

Qualcuno, a maggio, le sue intenzioni le ha già conclamate da tempo.

 

Falco pellegrino in arrivo - Foto di Ivano Candon

Falco pellegrino "nuovo arrivo" - Foto di Paolo Utmar

Falco pellegrino "Primi voli" - Foto di Paolo Utmar

Qualcun altro no. Anzi. Si attarda a trascorrere il mese in piccoli e/o grandi assembramenti per poi salutare tutti e andarsene. Troverà mai il FALCO CUCULO un posto che gli sia gradito per mettere su casa anche nella nostra regione? Gli dedichiamo una carrellata di immagini, sperando di convincerlo a restare insieme a noi, durante il momento cruciale della sua Stagione Calda. [Video di Ivano Candon]

 

Falco cuculo parade - Foto di Pietro Zamò

Falco cuculo parade - Foto di Stefano Sava

Falco cuculo parade - Foto di Stefano Sava

Falco cuculo parade - Foto di Stefano Sava

Falco cuculo parade - Foto di Simone Scognamiglio

Falco cuculo parade - Foto di Simone Scognamiglio

Falco cuculo parade - Foto di Giorgio Andrea Avanzo

Falco cuculo parade - Foto di Giorgio Andrea Avanzo

Falco cuculo parade - Foto di Giosuè Cuccurullo

Falco cuculo parade - Foto di Flavio Consonni

Falco cuculo parade - Foto di Ivano Candon

Falco cuculo parade - Foto di Giosuè Cuccurullo

Falco cuculo parade - Foto di Bruno Delbianco

Falco cuculo parade - Foto di Giorgio Andrea Avanzo

Falco cuculo parade - Foto di Angelo Formentin

Falco cuculo parade - Foto di Ivano Candon


Altre creature dai colori altrettanto variegati il loro cantuccio l’hanno già trovato. E noi li ringraziamo, restando a distanza per non disturbarli nella loro intimità (a meno che non siano loro a venire a posarsi, indifferenti, sopra la nostra testa…).

 

Ghiandaia marina da lontano - Foto di Bruno Delbianco

Upupa da vicino - Foto di Giorgio Andrea Avanzo

Gruccione volando - Foto di Stefano Sava

Gruccione posando - Foto di Simone Scognamiglio

Gruccione pranzando - Foto di Paolo Zonta

Gruccione evaporando - Foto di Giosuè Cuccurullo

Anche i nottambuli e le creature meno colorate ogni tanto ci capitano tra i piedi o vengono a trovarci direttamente a casa per un saluto. Dobbiamo solo essere pronti ad accoglierli.

 

Succiacapre tra i piedi

Civetta alla finestra - Foto di Flavio Consonni

Civetta sottostrada - Foto di Pietro Zamò

Picchio rosso mezzano in giardino (davvero) - Foto di Pietro Zamò

Picchio verde sulla soglia di casa (sua) - Foto di Bruno Delbianco

Picchio verde fuori dalla soglia di casa (sua)

Picchio cenerino di pianura - Foto di Paolo Zonta

Secondo quiz del mese: a chi abbiamo fatto girare la testa?

 

Mi gira la testa - Quiz - Foto di Giorgio Andrea Avanzo

E poi, in fondo all’elenco, ci restano i passeriformi. Sia quelli vagabondi di maggio, che nel loro errabondo e sporadico migrare compaiono in singole giornate e per brevi istanti davanti ai nostri occhi quasi a domandarci, perplessi, se conosciamo un posto libero nei dintorni dove prendere dimora…

 

Beccafico "Dove andrò?" - Foto di Simone Scognamiglio

Bigiarella quasi a casa - Foto di Simone Scognamiglio

Luì verde pensieroso - Foto di Pietro Zamò

Culbianco sul tetto che scotta - Foto di Simone Scognamiglio

Culbianco "Viaggiando in treno" - Foto di Stefano Sava

… sia di quelli che probabilmente il posto adatto l’hanno trovato, ma si guardano intorno per sincerarsi di non essersi smarriti.


Fanello allarme (quasi) rosso - Foto di Simone Scognamiglio

Zigolo (semaforo) Giallo - Foto di Stefano Sava

Cutrettola & Viva le Sottospecie! - Foto di Pietro Zamò

Calandro di pianura - Foto di Flavio Consonni

Passero solitario di mare - Foto di Paolo Utmar

Merlo dal collare pronto a tutto - Foto di Simone Scognamiglio

I prati delle Tordele - Foto di Angelo Formentin

Tordela al balzo - Foto di Simone Scognamiglio

Terzo quiz del mese: chi sta tentando di nascondersi nella pozza? (Tutte le risposte tra una settimana).

 

Un tuffo e via - Quiz - Foto di Simone Scognamiglio

Poi ci sono quelli che hanno deciso di mettersi a cantare, in bella vista, perché tutti sappiano che quello è il loro nuovo regno.

 

"Io canto" - Codirosso - Foto di Massimo Bozza

"Io canto" - Pigliamosche - Foto di Massimo Bozza

"Io canto" - Cannareccione - Foto di Flavio Consonni

"Io canto" - Canapino comune - Foto di Stefano Sava

"Io canto" - Usignolo - Foto di Giorgio Andrea Avanzo

"Io canto" - Capinera - Foto di Giorgio Andrea Avanzo

"Io canto" - Strillozzo - Foto di Flavio Consonni

Infine, ci sono quelli che (per fortuna) “hanno già dato”. Ma che si tengono in allenamento perché la stagione è ancora agli inizi.

 

"Io cresco" - Cinciallegra - Foto di Bruno Delbianco

"Io cresco" - Storno - Foto di Giorgio Andrea Avanzo

"Io cresco" - Saltimpalo - Foto di Giorgio Andrea Avanzo

"Io lo guardo crescere" - Saltimpalo - Foto di Giorgio Andrea Avanzo

"Io guardo cosa succede" - Zigolo nero - Foto di Stefano Sava

"Noi sfamiamo" - Zigoli neri - Foto di Giorgio Andrea Avanzo

"Io sfamo" - Zigolo nero - Foto di Simone Scognamiglio

"Io sfamo" - Beccamoschino - Foto di Bruno Delbianco

Loro sì che hanno le idee chiare, mica come noi che ne abbiamo poche e ben confuse. Anzi, ora come ora le abbiamo anche belle che finite. E cominciano di nuovo i dubbi. Tipo quella storia che gli uccelli sono rettili con le piume.

 

Una certa lacerta - Foto di Paolo Zonta

Una certa lacerta - Foto di Paolo Zonta

La danza dei Biacchi - Foto di Simone Scognamiglio

Ritratto di Saettone - Foto di Paolo Utmar

La Biscia vien dall'acqua - Foto di Rossella Gioppo

"Io sono palustre" - Foto di Stefano Sava

Oppure quella dell’orso. La conoscete la storia dell’orso? No? Allora vorrà dire che ci prenderemo un appunto per la prossima volta e ve la racconteremo. Ma per stavolta la chiudiamo qui.

 

La storia dell'Orso - Foto di Matteo De Luca

E per giugno poi si vedrà…


Valgrande a giugno - Foto di Giosuè Cuccurullo


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