domenica 15 marzo 2020

BWaKM0-2nd

 
Non è una gara, è un gioco. In entrambi i casi comunque si perde, se gli avversari sono più bravi, preparati, fortunati, furbi o semplicemente fantasiosi (in fondo l’unico arbitro è la nostra coscienza, abilmente supportata da quella (solo) talvolta genuina inconsapevolezza dei nostri limiti). La differenza sta nello spirito. Ad un gioco si partecipa per divertirsi, per mettersi alla prova insieme agli altri, per condividere un’esperienza. Per scoprire che questo davvero a volte può capitare. Ed allo stesso tempo imparare a conoscere un mondo che ci è tanto vicino quanto invisibile. E che per molti è davvero inimmaginabile. Insomma, questo cercavamo. Mica la Luna.

 
Le regole del gioco ve le ho già presentatealtrove, giusto un approfondimento minimo sulla questione orari. Se l’idea iniziale era quella di porre delle limitazioni, considerate le restrizioni alle quali ci stiamo necessariamente adeguando, lo spirito di libertà ha prevalso, concedendo ai partecipanti l’arco totale della giornata. Se invece ho capito male, squalificatemi. Tanto ormai è tardi. Un giorno su due, a scelta. Escludendo l’altro a priori. Che poi non cambia nulla, la finestra resta ugualmente aperta. E la località è la medesima. Udine, zona centro-studi. Mica facile a guardarsi intorno, per quanto lo crediate. Bisogna prendersi avanti, soprattutto in questa stagione. Troppo in anticipo per i migratori. Così la prima sveglia suona alle 2.45 di sabato 14. Un quarto d’ora di ascolto notturno, con una Civetta e due tordi (un Bottaccio e un Sassello) in migrazione. La sveglia vera suona alle 5.00, rapida colazione e poi tutta una tirata, o quasi, dalle 5.30 alle 19.00, alternando le finestre, con una preferenza del 90% per quelle esposte a nord, per abitudine ormai, ma anche per visuale.





 
 
Le condizioni meteo sono avverse. Cielo nuvolo con minaccia di pioggia e bora a folate. Che tuttavia spazza le nuvole per qualche ora, ma anche le velleità dei migratori.
 




 
Le osservazioni si stiracchiano cumulando lentamente tutte le specie locali, strapazzate dal vento.
 


 



 
Poi, nell’orario delle sorprese (tra le 7.30 e le 8.30, in grado di regalare nelle ultime occasioni Cicogna nera e Picchio cenerino) compare l’imprevisto, l’A1, la specie nuova per il balcone. Una frettolosa RONDINE MONTANA che attraversa tutto il cielo disponibile e si dirige ad est. Uno alla volta, tranne il codibugnolo, compaiono gli ospiti predestinati. Compresi gli AIRONI GUARDABUOI che da A1 sono ormai diventati visitatori regolari.
 
 
 
Con qualche difficoltà per Picchio verde e Ghiandaia.
 
 
 
 

E’ ora di aspettarsi i rapaci. Ma il vento annienta la migrazione. Unico passo discreto quello dei Colombacci, dei Tordi Bottacci e tutta l’avifauna in …acci i vostri ricordi siano in grado di enumerare.
 
 
E visto che ci sono, sono costretto di nuovo, mio malgrado, a toccare un argomento alquanto delicato e scottante. La Passera. Che sia periodo di quaresima e si cospargano il capo di cenere è comprensibile. Tuttavia la presenza di soggetti maschi a testa nocciola mescolati ad individui a testa grigia è situazione non infrequente alle nostre latitudini e longitudini. Per quanto esistano studi più o meno approfonditi (che non sono sicuro tutti abbiano compreso davvero) per determinarle, io continuo a considerare questa promiscuità sintomo di socievolezza intraspecifica, e mi rifiuto di definirle diversamente. Tra loro intendo. Poi il nome adatto sceglietelo pure voi.
 



 
Nel primo pomeriggio il vento cala, ma la minestra stenta a cambiare. E presto ci si mette anche la pioggia. Un calvario stanare almeno una Colombella in mezzo a nugoli di colombacci e qualche Gavina tra i Gabbiani. L’esito finale è un 50 tondo, con 35 specie prima delle 8.00 e 44 prima delle 10.00. Per essere metà marzo in una giornata di vento contrario è un risultato decisamente buono, nonostante le ore trascorse ad occhi sbarrati a contemplare il nulla. Le previsioni per domenica sono invitanti, cielo sereno e vento occasionale. Vale la pena tentare nuovamente la sorte. Così, si ricomincia. Sveglia alle 3.30 per la Civetta, ma stavolta solo un Tordo bottaccio in migrazione notturna. E alle 5.30 si riparte.
 



 
 
 
Con la solita simmetrica sequenza, tuttavia accelerata dalle condizioni meteo, con 40 specie prima delle 8.00 e 49 prima delle 10.00 e vuoto totale di specie nuove poi fino alle 15.30, con l’esclusione dei due Germani reali delle 11.20. Alcuni canterini si mettono in mostra, come il solito arrogante Frosone, unico frequentatore ormai della sguarnita mangiatoia pensile, o quei Verzellini che da tempo svernano e cantano tutto l'inverno in alcune località del FVG ma ogni anno qualcuno riesce a meravigliarsi della loro "rinnovata" esistenza.
 



 
 
Anche stavolta l’orario delle sorprese regala un A1. Un nucleo di una decina di sagome in volo rapido che si dirige da ovest verso est passando davanti alla finestra a sud. Prima mi concentro a determinare la specie (COMBATTENTE!), poi cerco di scattare un paio di foto. Accontentatevi.
 

 
Mai visti prima da casa. Ma la cosa inquietante è che nel pomeriggio, alle 16.40 (altro orario buono per le sorprese) ne passa un altro stormo, e stavolta sono quasi 200!
 

 
Altra osservazione (che osservazione non è) interessante è quella delle 9.30 quando sento un familiare “rock rock rock” distantissimo, ma in un primo momento mi convinco di essermelo immaginato. Pochi secondi e si ripete, in avvicinamento. Mi sporgo dalla finestra e lo sento per la terza volta, che si allontana di nuovo. Probabilmente altissimo e per me invisibile, il CORVO IMPERIALE prosegue il suo sconosciuto percorso oltre Udine. A metà mattina si alza il vento. E anche oggi i rapaci ce li scordiamo. Le poiane ci sarebbero anche, puntini lontanissimi nel riverbero. Ma solo loro. Non resta che dedicarsi a fotografare qualche coppia locale in formazione o consolidamento, ed attendere una tregua nel vento, nel primo pomeriggio.
 




 
 
E' l’ora dell’ennesima conferma che la condivisione dovrebbe essere promossa, non osteggiata. Sono le 15.30. Intercetto dei puntini in volteggio che sospetto non siano gli ennesimi Cormorani. La conferma a cannocchiale. GRU. Ne stimo 25. Provo a fotografarle. Ci riesco quando escono dalla visuale della finestra. Sono 23.
 

 
Prendo il telefono per avvisare gli altri e scopro che Marta mi ha mandato un messaggio per segnalarmele, le ha appena viste da casa a Pagnacco.
 
Foto di Marta Trombetta
E grazie alla tempestiva condivisione, all’altro capo della periferia udinese prima e a Ipplis poi, Skody e Gabriele riescono a vederle.
 

 
Saremo anche isolati, ma non siamo soli.
 
 
Che poi, guardate che squadra, altro che Combattenti. Questi si che sono Tringa.
 
Foto di Matteo Skodler

Foto di Gabriele Zamò

Foto di Gabriele Zamò (o di Alicia?)
Compreso il PiZonta, che continua a snocciolare perle, ieri un GUFO DI PALUDE (ok, un Gufo sp., di giorno, in volo migratorio diretto, seee), oggi CICOGNA NERA e FALCO PESCATORE. E poi sono io quello che ha la postazione comoda.
 
Foto di Paolo Zonta (o di Monica?)
Anche Fabio partecipa, a suo modo, da Lisbona.
 
Foto di Fabio Marcolin

Foto di Fabio Marcolin
Poco altro. Prima del tramonto passa anche un rapace minuscolo, un piccolo missile. Sono consapevole quanto lui della sua natura Smerigliata, ma lo lascio indeterminato, così come gli intrusi nell'esercito dei Gabbiani comuni diretti da oggi a nord, perché questo è un gioco, e nei giochi si perde volentieri contro la preparazione, la tenacia, l’umiltà e l’onestà degli avversari.





Qui sotto le check list dei due giorni. Sono stati esclusi un palloncino rosa, un paio di elicotteri, le campane, le sirene dell’ambulanza e i megafoni della protezione civile.

 
 
Udine, Sabato 14 marzo

  1. Civetta, 1, 3.00 (anche 5.40)
  2. Tordo sassello, 1, 3.00
  3. Tordo bottaccio, 1 (una ventina in giornata), 3.00
  4. Merlo, 15, 5.40
  5. Piccione domestico, 100, 5.40
  6. Cornacchia grigia, 60, 5.40
  7. Cinciallegra, 6, 5.40
  8. Fagiano comune, 3, 5.50
  9. Tortora dal collare, 6, 5.50
  10. Pettirosso, 4, 5.50
  11. Scricciolo, 1, 5.55
  12. Ballerina bianca, 5, 6.00
  13. Peppola, 3, 6.00
  14. Codirosso spazzacamino, 3, 6.00
  15. Capinera, 2, 6.00
  16. Passera scopaiola, 3, 6.05
  17. Colombaccio, 300, 6.05
  18. Luì piccolo, 3, 6.05
  19. Frosone, 15, 6.05
  20. Passera d’Italia (et al.), 10, 6.10
  21. Storno, 40, 6.15
  22. Fringuello, 50, 6.15
  23. Taccola, 20, 6.15
  24. Verdone, 30, 6.20
  25. Verzellino, 4, 6.25
  26. Gheppio, 2, 6.30
  27. Cornacchia nera, 1, 6.30
  28. Lucherino, 5, 6.35
  29. Gabbiano reale, 50, 6.35
  30. Gazza, 5, 6.45
  31. Cormorano, 8 + 4 + 6 + 4 + 9, 6.45
  32. Cinciarella, 1, 6.50
  33. Zigolo nero, 1, 6.55
  34. Airone guardabuoi, 25 + 30, 7.25
  35. RONDINE MONTANA, 1, 7.40
  36. Poiana, 1 + 3, 8.40
  37. Picchio rosso maggiore, 2, 8.55
  38. Ballerina gialla, 1, 8.55
  39. Balestruccio, 5, 9.00
  40. Gabbiano comune, 25, 9.05
  41. Germano reale, 4 + 2, 9.15
  42. Picchio verde, 1, 9.15
  43. Ghiandaia, 2, 9.30
  44. Sparviere, 4, 9.50
  45. Cincia mora, 1, 12.00
  46. Cardellino, 1, 14.00
  47. Rondine, 1, 14.30
  48. Fanello, 2, 17.40
  49. Gavina, 4, 17.45
  50. Colombella, 1, 17.50
 
Udine, Domenica 15 marzo 

  1. Civetta, 2, 3.45 (anche 18.40)
  2. Tordo bottaccio, 1 (poi una ventina in giornata), 3.45
  3. Merlo, 15, 5.30
  4. Cornacchia grigia, 150, 5.30
  5. Piccione domestico, 80, 5.30
  6. Pettirosso, 5, 5.30
  7. Cinciallegra, 4, 5.30
  8. Fagiano comune, 4, 5.35
  9. Colombaccio, 200, 5.45
  10. Tortora dal collare, 6, 5.45
  11. Codirosso spazzacamino, 5, 5.45
  12. Passera scopaiola, 3, 5.45
  13. Scricciolo, 1, 5.45
  14. Ballerina bianca, 6, 6.00
  15. Picchio verde, 2, 6.00
  16. Regolo, 1, 6.05
  17. Capinera, 4, 6.05
  18. Verzellino, 6, 6.05
  19. Passera d’Italia, 10, 6.05
  20. Gazza, 6, 6.05
  21. Gabbiano reale, 50, 6.05
  22. Luì piccolo, 2m 6.05
  23. Verdone, 40, 6.05
  24. Fringuello, 50, 6.10
  25. Storno, 40, 6.10
  26. Cormorano, 40 + 30 + 35, 6.10
  27. Cincia mora, 1, 6.10
  28. Picchio rosso maggiore, 2, 6.15
  29. Frosone, 15, 6.15
  30. Cinciarella, 1, 6.15
  31. Taccola, 10, 6.20
  32. Lucherino, 4, 6.20
  33. Cardellino, 1, 6.40
  34. Zigolo nero, 1, 7.05
  35. Gabbiano comune, 500, 7.10
  36. Airone guardabuoi, 20 + 8, 7.15
  37. Ghiandaia, 6, 7.25
  38. Gheppio, 2, 7.30
  39. Balestruccio, 5, 7.50
  40. Cesena, 1, 7.50
  41. Cornacchia nera, 1, 8.00
  42. COMBATTENTE, 10 + 200, 8.00 + 16.40
  43. Gabbiano corallino, 2, 8.10
  44. Ballerina gialla, 1, 8.30
  45. Sparviere, 5, 8.,40
  46. Rondine, 3, 8.45
  47. CORVO IMPERIALE, 1, 9.30
  48. Peppola, 1, 9.35
  49. Poiana, 25, 9.40
  50. Germano reale, 2, 11.20
  51. GRU, 23, 15.30
  52. Gavina, 5, 17.25
[Rapace indet. (Smeriglio), 1, 17.30]

  1. Airone cenerino, 5, 17.40

 
 
 

sabato 7 marzo 2020

Pusill'Anime d'Osoppo

 
 
Vediamo se riesco a farla breve stavolta, che c’ho sonno. Ve la ricordate la storia del Pinocchietto? Quella strana bestia che attira la vostra attenzione solo per farvi trovare qualcos’altro? Ecco, oggi a Osoppo (Ud) in mezzo ai migliarini al pascolo nel prato della pista di volo dell’aviosuperficie AVRO c’era un Pinocchietto. Se il nome dell’aviosuperficie non vi suona nuovo è perché in linea d’aria a circa un centinaio di metri fino all’inizio di febbraio potevate incontrare l’AVERLA BRUNA amica di Marta. Tanto per restare in tema di magnetismo esoterico. Ma non distraiamoci. Oggi pomeriggio, dopo aver inutilmente perlustrato i prati per un paio d’ore, percorrendo la strada ghiaiosa che costeggia la recinzione della pista, quasi per caso un nugolo di bizzarri svolazzini alla mia sinistra mi costringe ad una brusca frenata. Migliarini di palude. Tanti. Si buttano nell’erba e gattonano. Comincio a spulciarli. Trovo una Passera mattugia. Sono davvero bravo. Continuo nella mia minuziosa cernita, ancora seduto in auto con il cannocchiale che sporge dal finestrino, giusto per complicarmi la vita. E visto che me la sono cercata inquadro il Pinocchietto. Un migliarino, sicuramente un migliarino. Ma i colori della testa sono ambigui, mescolati, forse un maschio che non sa di essere maschio. Apparentemente più robusto. Il resto del piumaggio in generale sembra più chiaro. Si nasconde come tutti tra gli steli d’erba. Non riesco a seguirlo. E ovviamente arriva il velivolo di turno che rientra alla base. E tutto si invola. Allora scendo dall’auto e piazzo il cannocchiale sul treppiede. Guadagno forse mezzo metro in altezza. Adesso sì che si ragiona, riesco a vedere almeno mezzo millimetro di testa in più di ogni grufolatore. Trovo uno Zigolo muciatto e qualche Passera mattugia in più. Mi sento proprio un vero fenomeno. Ed ecco di nuovo il Pinocchietto. Guardo sulla guida lo Zigolo di Lapponia, ma non torna niente. E’ un migliarino, particolarmente brutto, punto, senza rimedio. Passa una famiglia a piedi. Tutto si invola. Le mattugie vanno a posarsi nei cespugli oltre le rotaie, i migliarini sulla rete e sugli steli poco distanti. Provo ad approfittare di questo istante di tregua. Migliarino, migliarino, migliarino… migliaia di rino… Mi...nchiarino! Cribbio! Mi singulta lo stomaco. Prendo la macchina fotografica. Cerco un punto di riferimento. Un paletto verde e giallo. E scatto. Cavacca, sbagliato paletto. Riprovo. Centro, centro, centro. Ingrandisco. Centro, centro, centro.
 





 
Poi vola via tutto. Ntocu! Guardo le foto. Mi singulta di nuovo lo stomaco. O forse è l’intestino. Mi siedo in auto e controllo la guida. Le foto sono quello che sono. Ma proprio perché sono quello che sono continuo a singultare. Avviso in anteprima Pulotto e Gabriele che sono ad Osoppo ed ho un piccolo dubbio, piccolo piccolo piccolissimo, anzi PUSILLO. E giro le foto. Provo a cercarlo. Ma è come cercare mezzo centimetro di migliarino di spalle in mezzo ad un centimetro di spalle di migliarini.

 
Il tempo passa invano. Soprattutto quando un’auto mi si ferma accanto e un tipo incuriosito si avvicina chiedendomi cosa faccio e se può guardare anche lui nel cannocchiale. Il suo abbigliamento è scientemente anonimo, ma la sua calzatura stivalata in gomma tradisce la sua reale propensione. “Cacciatore?” “Già”. Evito di addentrarmi in problematiche conflittuali ma approfitto per scucirgli qualche dettaglio sui fantomatici Croccoloni primaverili dei prati di Osoppo. Ben presto la mia presenza e gli zigolastri (temo li chiami “rigoli”) gli vengono a noia, o forse è il timore di buscarsi qualche insano virus, e mi lascia solo con loro .
 





 
Niente. Non lo trovo. Smanio. Giro le foto ad Andrea Corso, al Giuss, ai birdallerti tutti. Dopo l’ennesimo involo lo intercetto per una frazione di secondo posato come la volta precedente e vedo uno dei caratteri di cui mi sono reso conto solo studiando la guida poco prima. Quella fascia chiara in testa che lo fa sembrare un forapaglie. Adesso non ho più dubbi. Quel Pusill'anime è davvero uno ZIGOLO MINORE. Nel frattempo una alla volta arrivano le conferme. Tutti concordi. Grazie Andrea, grazie Giuss, grazie birdallerti tutti. Il vento si alza, le bestie si inquietano. Proprio in uno degli ultimi istanti disponibili lo inquadro mentre sgattaiola in mezzo all’erba. Anzi (forse) LI inquadro. Perché mentre osservo questo minuto rossofacciato zigolo con la forapagliesca stira sulla testa e le barrette alari più chiare percepisco accanto a lui la presenza di un suo simile, per aspetto e dimensioni, che si nasconde nell’erba con lui, poco discosto dagli altri migliarini. Provo a inquadrarli con la macchina fotografica, ma sbaglio dannatamente mira (forse negli ultimi secondi compare un piccolo migliarino con delle barre alari… forse).
 

 
Senza speranza. E prima di mangiarmi definitivamente le mani per fortuna si involano tutti, e tanti saluti. Accontentatevi degli ingrandimenti dei primi scatti. Domani magari qualcuno sarà più fortunato. Con le foto intendo. E grazie anche a te Pinocchietto. Chissà se domani qualcuno riuscirà a darti un nome.