E’
in corso una battaglia senza confini, mutevole e su più fronti. Tra il
tentativo di conservare la serenità quotidiana e la volontà altrui di imporre
tutto il resto, qualsiasi cosa sia, purché con la forza. Siamo vittime di colpi
mortali inferti, a scelta, meritatamente o assolutamente a caso, da una (universal)mente
ormai priva di ragione. E come vittime di un telefilm (americano) colpite
inevitabilmente al cuore veniamo assistite da una voce che, mentre la vita
scivola via dal nostro corpo e l’anima sconcertata ci saluta da sempre più
lontano, ripete insistentemente senza motivo “va tutto bene… va tutto bene…”.
Se non fosse che noi nel tempo abbiamo imparato a non fidarci più di queste
compassionevoli illusioni. Abbiamo accettato la realtà, nella veste misera in
cui ci appare ogni mattina guardandoci allo specchio. Eppure in fondo al nostro
cuore, nella notte più buia, mentre la battaglia imperversa senza possibilità
di scampo, continuiamo a nutrire un sogno nascosto. Il sogno di una voce che potrebbe
farci riaprire gli occhi alla luce. Una voce che annuncia, prima timida poi più
coraggiosa, “Arrivano le aquile! Arrivano le aquile!” (cit. “J.R.R. Tolkien - Lo
Hobbit”).

Arrivano le Aquile di mare! - Foto di Sandro Marescutti 
Arrivano le Aquile di mare! - Foto di Sandro Marescutti 
Arrivano le Aquile di mare! - Foto di Sandro Marescutti 
Arrivano le Aquile di mare! - Foto di Ivano Candon 
Arrivano le Aquile reali! - Foto di Matteo De Luca
Il
mese di settembre davvero si può riassumere in queste poche parole. Un bombardamento
mirato, continuo e gratuito di sensazioni spiacevoli, su tutti i fronti, volto
a minare la nostra serenità. Possiamo fermarci (sconcertati) ad ogni bordata e
provare a respirare e sorridere. Sorridere, malinconici, pensando alla vocina
ingenua che ripete sempre più fievolmente “andrà tutto bene…”

Ditelo a lui - Re di quaglie - Foto di Francesca Strami
Stavolta
forse non basteranno le aquile a salvarci, ma sorrideremo ugualmente, qualunque
sia il messaggero alato che ci verrà a trovare, sia esso un candido NIBBIO
BIANCO, una PALLIDA ALBANELLA o un diurno GUFO DI PALUDE.

Candido messaggero - Nibbio bianco - Foto di Ivano Candon Candido messaggero - Nibbio bianco 
Pallido messaggero - Albanella pallida - Foto di Simone Scognamiglio 
Pallido messaggero - Albanella pallida - Foto di Simone Scognamiglio 
Diurno messaggero - Gufo di palude - Foto di Paolo Utmar 
Diurno messaggero - Gufo di palude - Foto di Bruno Delbianco
Sorrideremo
ugualmente, davvero, anche se questi candidi messaggeri invieranno in loro vece
altri araldi meno appariscenti ma pur sempre splendidi e graditi.

Falco cuculo - Foto di Rossella Gioppo Nibbio reale - Foto di Paolo Zonta Falchi pescatori - Foto di Paolo Utmar 
Biancone - Foto di Matteo De Luca
E,
lo confessiamo, il sorriso si trasformerà in una risatina se il messaggio di (incerta)
salvezza dovesse giungerci da uno dei più affascinanti giullari di corte, la
CIVETTA NANA, in una delle sue atteggianti e buffe comparsate.

Civetta nana, il buffo giullare - Foto di Simone Scognamiglio
Alcune
delle parole e delle immagini di questo incipit di resoconto le abbiamo
volutamente trafugate dal racconto di Marta sul “Re Tagliamento e la Leggenda
della Magia del BioBlitz” che trovate per esteso (se già non avete avuto modo
di apprezzarlo) alla seguente pagina
https://tringa-fvg.blogspot.com/2026/09/il-re-tagliamento-e-la-leggenda-della.html
Su
tutto il resto saremo costretti ad intrattenerci stavolta davvero molto poco. Innanzitutto,
perché gli invitati alla festa del Re Tagliamento sono ancora quasi tutti
presenti, reduci dai festeggiamenti e sparpagliati sul territorio. Ad esempio,
il camaleontico principe PETTAZZURRO lo troverete a banchettare sui soliti
deschi per lui imbanditi o ve lo vedrete comparire inaspettato sul primo
cespuglio disponibile per la prossima sagra di quartiere.

Pettazzurro allo scoperto - Foto di Rossella Gioppo Pettazzurro tra le fronde - Foto di Angelo Formentin Pettazzurro nascondino
Tutto
intorno a lui faranno le loro singole comparse gli smarriti viandanti che la
migrazione di settembre ci ha insegnato ad apprezzare, soprattutto quelli più
consueti e (concedeteci ancora il lusso di dirlo) sostanzialmente onnipresenti
(per quanto in numeri sempre più esigui)…

Capinere ovunque - Foto di Rossella Gioppo 
Pigliamosche e Bigiarella - Foto di Bruno Delbianco 
Pigliamosche - Foto di Stefano Sava 
Balia nera - Foto di Bruno Delbianco 
Balia nera - Foto di Simone Scognamiglio 
Luì piccolo - Foto di Stefano Sava 
Luì grossi (o quasi) - Foto di Stefano Sava 
Luì grosso - Foto di Stefano Sava Forapaglie comune - Foto di Giorgio Andrea Avanzo 
Canapino maggiore - Foto di Rossella Gioppo 
Prispolone - Foto di Bruno Delbianco 
Stiaccini contendenti - Foto di Bruno Delbianco 
Culbianco spaventa Passeri - Foto di Stefano Sava Culbianco - Foto di Giorgio Andrea Avanzo 
Culbianco - Foto di Bruno Delbianco Culbianco - Foto di Giorgio Andrea Avanzo
A
potersi concedere il lusso di soffermarsi a respirare l’aria di settembre, in
mezzo a questa sparuta combriccola di viaggiatori potremmo avere la fortuna di
incontrare qualche prezioso testimone di un tempo che fu e di cui stiamo
rapidamente perdendo memoria. Chi di noi ormai ricorda i tempi in cui gli orti
pullulavano di ORTOLANI?
Un rarerrimo Ortolano - Foto di Bruno Dentesani
Pochi
sicuramente. E probabilmente meno ancora sono quelli di noi che hanno memoria
di quando le salcie brulicavano di SALCIAIOLE, per il semplice fatto che non
ricordiamo nemmeno più cosa siano le salcie o se siano davvero mai esistite (in
Romania forse?).
Salciaiola esibizionista pronta al balzo
Poi,
chiaramente, in sua assenza possiamo tranquillamente ripeterci che, pazienza,
la salciaiola è in realtà è un tantino insignificante, sarà ben più bellino l’Usignolo
di fiume, o no?

Usignolo di fiume - Foto di Rossella Gioppo
E
così avanti, in assenza di ospiti di rilievo, ci accontenteremo di accogliere i
nuovi arrivati pensando “Ecco, anche quest’anno le Averle maggiori sono
arrivate in FVG prima che altrove” (forse)
Averla maggiore - Foto di Angelo Formentin
Oppure
ci attarderemo a intrattenere chi stenta a decidersi a prenotare il volo di
rientro verso sud e “anche quest’anno pare che i Calandri più tardivi del nord
d’Italia abbiano deciso di fermarsi fino alla fine di settembre nel campo dei
Calandri maggiori (di San Giovanni al Natisone – Ud). Che abbiano voglia di
attendere l’arrivo dei loro cugini per salutarli e confonderci ulteriormente le
idee?”
Che
poi le idee confuse a volte ce le hanno pure loro, migratori o residenti che
siano, non soltanto noi che li contempliamo. Un esempio tra tutti, le cince. E’
vero, sono creature graziose, curiose e intelligenti, niente da discutere in
proposito.

Cincia mora graziosa - Foto di Simone Scognamiglio 
Cinciallegra curiosa - Foto e Fototrappola di Stefano Sava 
Cinciarella & Cinciallegra baldanzose - Foto di Stefano Sava
Ora
però dovete spiegarci perché una di loro (spesso da sola, talvolta in
compagnia) si ostina a da giorni (settimane) a bussare alla finestra di Paolo
(Utmar) senza apparente ulteriore motivo che non sia quello di attirare la sua
attenzione. Che abbia voglia di chiedere in affitto una stanza?

Cinciallegra cerca casa - Foto di Paolo Utmar
In
fondo, visto il clima, non ci meraviglieremmo se anche quest’anno qualche
temerario soggetto valutasse l’opzione di prorogare le proprie attività
ricreativo-familiari oltre i termini previsti da contratto, sia esso cincia,
beccamoschino o zigolo a scelta…
Beccamoschino ancora attivo? - Foto di Giorgio Andrea Avanzo Zigoli neri in famiglia - Foto di Giorgio Andrea Avanzo Zigolo nero inquisitivo - Foto di Giorgio Andrea Avanzo Zigolo giallo rimuginante - Foto di Giorgio Andrea Avanzo 
Zigolo muciatto spelacchiato - Foto di Simone Scognamiglio
Non
sarebbero da soli, questo già lo sappiamo. I Tuffetti ormai sono soliti
attardarsi a piacimento in atteggiamenti promiscui durante l’autunno.

Tuffetti indaffarati - Foto di Paolo Utmar Tuffetto meno indaffarato - Foto di Giorgio Andrea Avanzo
Sarebbe
bello avere il tempo per approfondire tutti i segreti che queste creature
vorrebbero tenerci nascosti. Ma, come già anticipato, questo mese è stato avaro
di possibilità esplorative. Molte sono state le priorità sulle quali abbiamo
dovuto concentrarci, consapevoli che per altri quelle nostre “priorità” erano
futili sciocchezze. E guai a ipotizzare il contrario. Fermarsi, respirare e
sorridere (compassionevolmente). Priorità o meno, davvero pochi sono stati i
momenti in cui siamo stati liberi di dedicarci a comprendere l’universo e i
suoi misteri.

Tu chiamale, se vuoi, priorità
In
uno di questi momenti ci siamo ritrovati in uno dei nostri posti del cuore,
quella Spiaggia del Fratino che quest’anno ci ha fatto dono di malinconia e
amarezza, nonostante l’impegno di almeno sei femmine e altrettanti (o qualcuno
in più) maschi. Ci siamo ritrovati per dare una sistemata alla Spiaggia,
togliere le reti, salutarla. Il prossimo anno non sappiamo ancora cosa accadrà,
il nostro desiderio è sempre quello di renderla accogliente ai suoi ospiti (e
non trasformarla in un oggetto della nostra personale perversione). Ma, come
detto, le nostre priorità sono spesso considerate futili perdite di tempo,
almeno da chi è concentrato interamente sul proprio ego e non avrà mai modo di
sorprendersi apprezzando la meraviglia del mondo (altrui).

Arrivederci Spiaggia del Fratino - Foto di Pulotto
Altre
singole ore sono state dedicate ad alcuni dei passatempi tipici di settembre.
Ad esempio, trova l’intruso raro tra i limicoli prima che venga il diluvio.
Trova lo Storno tra Voltapietre & Chiurlo piccolo - Foto di Paolo Utmar Chiurlo piccolo in dettaglio - Foto di Paolo Utmar 
Avocetta in dettaglio - Foto di Simone Scognamiglio Cavaliere d'Italia in dettaglio - Foto di Giorgio Andrea Avanzo Piro piro boschereccio in dettaglio - Foto di Giorgio Andrea Avanzo 
Combattente in dettaglio - Foto di Simone Scognamiglio
![]() |
| Combattente & Beccaccino - Foto di Simone Scognamiglio |
| Beccaccino in allontanamento - Foto di Giorgio Andrea Avanzo |
Non
è stato facile scegliere la giornata adatta stavolta, perché di diluvi ce ne
sono stati alcuni, è vero, ma non tutti adatti allo scopo (causa irruenza
estrema e collaterali effetti su vasta scala). In una di queste occasioni,
tuttavia, il giochino ha funzionato. E anche quest’anno il PIOVANELLO PETTORALE
ha fatto la sua (sempre meno) accidentale comparsa.
Trova il Piovanello pettorale - Foto di Giorgio Andrea Avanzo
Di
contorno, restando nei paraggi, qualcuno ha provato a fare lo stesso giochino
con gli altri acquatici. Tra gli anatidi è andata così così, nel senso che un
paio di intrusi sono spuntati fuori, ma la loro natura(lità) è da considerarsi
alquanto incerta.

Nessun intruso tra le Alzavole - Foto di Matteo De Luca 
Questa è un'Alzavola - Foto di Simone Scognamiglio 
Questo è un Mestolone - Foto di Simone Scognamiglio 
Questa è una Marzaiola - Foto di Bruno Delbianco Questa è una Casarca intrusa - Foto di Giorgio Andrea Avanzo Questa è un'Oca del Canada... o quasi - Foto di Angelo Formentin
Tra
gli ardeidi & Co. possiamo dirvi che c’è in corso un accertamento al V.A.R.
ornitologico, perché tra i vari ospiti (ormai) consueti…
Fenicotteri ormai consueti - Foto di Paolo Utmar 
Fenicotteri ormai consueti - Foto di Simone Scognamiglio 
Airone cenerino ssp. Miramarensis - Foto di Paolo Utmar 
Airone rosso davvero - Foto di Bruno Delbianco
…
il nostro Paolo (Utmar) ha scovato questo insolito soggetto dai caratteri
esplicitamente ambigui. Tracce di cenere, tracce di rosso, tracce di azzurro (maggiore)?
Stavolta probabilmente non saremo in grado di fornirvi una risposta al quiz
mensile entro sette giorni…
Airone cenerossazzurro? - Foto di Paolo Utmar
Tra
gli altri acquatici, una menzione particolare la meritano le Sterne maggiori.
Mai così tante come quest’anno. Record regionale di (almeno) 19 individui nello
stesso sito. Ma sospettiamo che ce ne fossero altri individui altrove in laguna
e che il numero reale di presenze sia stato sottostimato.
Sterna maggiore - Foto di Angelo Formentin
Poco
altro da dire poi. Siamo riusciti a prenderci qualche ora di pausa per
esplorare le zone boscate. Anche qui non possiamo fare altro che confermare il
momento positivo per i picchi, in generale. Alla stregua del Picchio cenerino
anche il Picchio rosso mezzano, per quanto tenti di nascondersi, è ormai da
considerarsi ubiquitario (se ha voglia di farsi trovare).

Picchio cenerino, io sono ovunque - Foto di Rossella Gioppo Picchio rosso mezzano, io provo a nascondermi ovunque Picchio rosso mezzano, io provo a nascondermi ovunque Picchio rosso mezzano, io provo ma mica ci riesco
Il
Picchio tridattilo, per quanto misterioso e (solitamente) silenzioso,
apparentemente procede nella colonizzazione delle aree montane sfruttando le
calamità naturali e non che perseguitano da anni i boschi di conifere.

Picchio tridattilo - Foto di Simone Scognamiglio 
Picchio tridattilo - Foto di Matteo De Luca
Sarebbe
da confidare che anche il più insolito tra loro, il migratore Torcicollo, trovi
di nuovo uno spazio adeguato, ma le sue esigenze sono spesso diverse da quelle
dei suoi consimili dal becco robusto.
Torcicollo - Foto di Paolo Zonta
E
poi niente, giusto qualche ora dedicata alle creature pelose, compresi alcuni
minuti trascorsi ululando alla luna (non vi diremo dove, ma qualcuno ci rispose…)…

Ululando alla (mezza) Luna - Foto di Stefano Sava 
Bramendo alla Luna - Cervo - Foto di Matteo De Luca 
Alla luce del giorno - Capriolo - Foto di Stefano Sava Avanti si va - Camoscio alle armi 
Tirare la Cinghia(la) - Foto di Matteo De Luca 
MarMotta MontagNotta- Foto di Simone Scognamiglio 
Lepre all'occhiello - Foto di Stefano Sava
…
e poche altre per le creature viventi piccole e meno piccole, spesso senza
nome, che popolano l’universo parallelo che mai saremo in grado di conoscere
davvero prima che scompaia.

Carta, sasso o geco - Foto di Stefano Sava Guardaruscello da sotto - Foto di Paolo Zonta
| Guardaruscello da sopra - Foto di Paolo Zonta |
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| Licena dispar - Foto di Matteo De L uca |
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| Man - Tide religiosa - Foto di Stefano Sava |
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| Re-Spirante Spiralis - Foto di Stefano Sava |
Non
siamo ancora in grado di dirvi cosa accadrà in ottobre, se riusciremo davvero a
ritrovare la serenità apparentemente smarrita e a valorizzarla come merita.
Possiamo anticiparvi qualche appuntamento che potrebbe interessarvi, dall’Eurobirdwatch
2026 organizzato dalla LIPU in varie località (anche in FVG) nelle giornate del
3-4 ottobre all’October Big Day del 10 ottobre di Cornell Lab – Ebird -EBN Italia &
Co., oltre al calendario degli appuntamenti a Bibione in Val Grande.
https://www.lipu.it/news/tutti-eventi-birdwatching-ottobre-si-parte-sabato-3-e-domenica-4
https://ebird.org/region/IT/post/october-big-day-10-ottobre-2026
E
possiamo mandarvi il nostro saluto, con un sorriso (malinconico, ma pur sempre
un sorriso) e un abbraccio a corredo di quanto il mese di settembre è stato in
grado, comunque, di donarci.






